Se servono il popolo la gente premia i leader patriottici: 4° trionfo consecutivo di Orban


di Luigi Mercogliano

VIKTOR ORBAN: “FIDESZ RAPPRESENTA UNA FORZA CONSERVATRICE PATRIOTTICA E CRISTIANA. È IL FUTURO DELL’EUROPA. PRIMA L’UNGHERIA!”

“Abbiamo vinto anche a livello internazionale contro il globalismo. Contro Soros. Contro i media mainstream europei. E anche contro il presidente ucraino. Fidesz rappresenta una forza conservatrice patriottica e cristiana. È il futuro dell’Europa. Prima l’Ungheria!”.

Così Viktor Orban, rievocando le famose parole usate da Donald Trump “America first”, ha annunciato il suo quarto trionfo consecutivo, il più importante di tutti e il più sofferto. Ma anche quello che, probabilmente, gli sta dando e gli darà le maggiori soddisfazioni. Perché stavolta il patto atlantista e globalmercatista ce l’aveva messa davvero tutta per disarcionarlo dalla guida della sua Ungheria. Chiamando all’appello per la causa delle forze mondialiste, contro quello che è ormai da anni un baluardo della resistenza valoriale cristiana ad Est dell’Europa, finanche il novello eroe del mondo occidentale, quel Zelensky che va per parlamenti e incontri di altissimo livello istituzionale come fossero sagre di paese a dissertare di libertà e democrazia, ossequiando così il copione scritto da Washington e consegnatogli da Bruxelles. E lui di copioni se ne intende. E come se se ne intende.

Stavolta però gli è andata male. Il mastino ungherese non si è fatto intimidire dai diktat dell’Ue e dalle bugie dei media al soldo delle lobby. E con lui non si è fatto influenzare nemmeno il suo orgoglioso popolo. Quel popolo che fu eroicamente rappresentato al mondo dal coraggio dei 200 mila studenti che attraversarono il Danubio dando così inizio alla rivolta del 23 ottobre, ha mantenuto al centro i valori cristiani, fieramente contrapposti al decadimento delle poltiche occidentali, conferendo così il quarto mandato al suo leader. Nello stesso tempo, il Popolo ungherese con questo voto plebiscitario ha lanciato un messaggio forte e chiaro alla Nato, all’UE e alle popolazioni d’Europa.

Alla Nato e all’unione Europea e soprattutto ai suoi leader fantoccio nelle mani dei signori della guerra “made in Usa” ha mandato a dire che le armi occidentali continueranno a non passare per il territorio magiaro. L’Ungheria resta fuori dalla contesa, rimanendo realmente neutrale e indipendente, autonoma nelle scelte e non assoggettata alle imposizioni di Bruxelles dettare da Washington. Ma, soprattutto, l’Ungheria non macchierà di sangue le proprie mani inviando armi all’Ucraina che saranno poi utilizzate contro i soldati russi.

Nel contempo, il Popolo d’Ungheria ha voluto avvertire con questo voto quei milioni di europei che ancora sono assoggettati alle assurde politiche di Bruxelles con un messaggio che è arrivato forte e chiaro, inequivocabile. E dice di riscoprire quella profonda matrice cristiana, quelle radici cattoliche che sono la pietra sulla quale è stata fondata l’Europa cristiana, che soltanto una chiara rivoluzione nelle urne contro il nichilismo progressista può far risorgere.

Dal voto emerge forte e chiaro, infatti, un monito per tutti i popoli europei, in particolar modo per quelli come l’Italia che tra tutte le nazioni occidentali è divenuta negli ultimi anni laboratorio delle politiche avaloriali più spinte. E il monito che l’Ungheria con questo voto ci lancia è proprio quello di ribaltare nelle urne una vergognosa negazione della democrazia che vede dal 2011 alternarsi al governo dell’Italia coalizioni senza maggioranze elettorali che gli italiani non hanno mai voluto né votato e che, ovviamente, eseguono alla lettera il dettato dell’agenda europeista scritto oltreoceano.

C’è un onda di democrazia, un grido di opposizione al fintopacifismo e al progetto di distruzione di identità e valori portato avanti dal globalismo mondialista. Dall’Ungheria, arriva forte e chiaro fino a noi. Sembra di sentire le onde del Danubio che sussurrano “Avanti ragazzi di Buda, Avanti ragazzi di Pest”.

Non lasciamo che questo grido di liberazione si smorzi. Approfittiamone per respingere le forze avaloriali fuori dalla nostra Europa e soprattutto lontano dalla nostra Italia. E per salvare il mondo dal disastro economico verso il quale la follia sanzionatoria anti russa lo sta inesorabilmente conducendo e per scongiurare, in ultima analisi, l’Armageddon della guerra totale che gli Usa vogliono a tutti i costi. Il tempo della vittoria non è mai stato così vicino!

 


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