Dove sei, Europa?


di Francesco Bellanti

LO SPAZIO E IL TEMPO, LA GEOGRAFIA E LA STORIA DI UN CONTINENTE CHE DEVE TORNARE A ESSERE AL CENTRO DEL DESTINO DEL MONDO

Se c’è un posto dove non io non vivrei mai è la Russia (compresa Ucraina, Bielorussia e compagnia). E, per la verità, nemmeno gli Stati Uniti. Quand’ero piccolo e guardavo la cartina geografica, mi faceva paura quella distesa immane di territorio fra l’Europa la Siberia, e anche quel continente a sinistra così lontano, solitario, freddo. Poi, con gli anni, la geografia si è riempita di storia, di guerre, di colpi di Stato e di rivoluzioni, di barbarie, di eccidi, di genocidi, e quella paura si è trasformata in angoscia, in terrore.

Più guardavo la cartina variopinta dell’Europa e più sentivo di appartenere a questo spazio, a questa storia. E infatti, io non sono mai uscito dall’Europa, né in senso geografico né in senso storico. Nemmeno la letteratura e la cultura russe e americane hanno cambiato la mia prospettiva, nemmeno la conoscenza delle grandi ideologie e delle civiltà orientali. Io ho sempre sognato l’Europa, io, siciliano, italiano, europeo.

Adesso dove sei, Europa? Dispiega i tuo potenti eserciti e difendi la tua pace, unisci i tuoi popoli sotto un’unica bandiera, siano un’unica nazione i laghi fra montagne innevate, le tue mille terre e i fiumi che attraversano distese pianure, si acquietano negli smisurati oceani. Dove sei, Europa, terra d’imperi immortali e di civiltà superbe, di condottieri immensi, che hanno cavalcato algidi e fatali la travolgente e turbinosa corsa dei millenni, l’ora voluta dal destino, la Storia. Dove sei, Europa, patria di conquistatori che hanno civilizzato il mondo, sì, con il sangue e battaglie rovinose ma con fulgenti rinascenze, e hanno disegnato i confini del mondo. Dove sei, Europa, terra di monarchie divine e di straordinari rivoluzionari, di statisti eccelsi che hanno domato e ordinato mille popoli senza requie. Tu, che ti sei scavata baratri infernali e sei rinata dalle ceneri più forte e potente di prima, che sei sprofondata negli abissi e sei riapparsa come un sogno impetuoso. Masse sterminate, popoli che venivano da tempi remoti, da spazi misteriosi e lontani, si catapultarono qui, dai deserti senza fine dell’Africa, dalle steppe dell’Asia, che cercavano, cercavano il vino, il tuo tepore, i tuoi ubertosi campi, le tue ricchezze, la tua civiltà. Dove sei, Europa, nata nei Campi Catalaunici il 20 giugno 451 d.C., quando i valorosi eserciti dei tuoi popoli ricacciarono indietro nei loro spazi senza storia le poderose armate dei mongoli di Attila, e le tue genti – Germani, Visigoti, Franchi, Burgundi, Alani, Romani – compresero di appartenere a una sola civiltà, la civiltà greco-latina-cristiana-barbarica dei Latini, degli Slavi, dei Germani, degli Indoeuropei, fu lì che Roma ti consegnò alla Storia.

Dove sei, Europa, inesorabile cammino della legge, della filosofia, dell’arte, della letteratura, della musica, della religione, terra di grandi poeti e scrittori, di santi, di navigatori, di eroi, di scienziati, di artisti, di musicisti eccelsi, di pensatori, di fondatori di Stati e Nazioni. Riprendi il tuo percorso di guida della Storia, dispiega ancora la tua forza, spargi la tua ricchezza ai tuoi popoli, unisci le tue ideologie per difendere la tua civiltà, non perdere più l’appuntamento con la Storia, tu, che hai saputo domare anche la tua follia. Stati Uniti, Russi, Cina, India, i nuovi grandi imperi del mondo hanno oceani come confini, vette inaccessibili, deserti, foreste tenebrose, tu hai solo la tua straordinaria civiltà. I tuoi spazi sono piccoli ma densi, tu hai tutto, oceani e mari, e laghi, vulcani, isole e pianure, steppe, montagne e colline, la solitudine dei monasteri e le moltitudini delle straordinarie città, la Storia per governare il destino della Terra. Hai conosciuto tutte le guerre, tutto il bene e tutto il male, non c’è nulla che tu non abbia vissuto, e questo è il tempo di salvare il pianeta. Non lasciare più scorrazzare sui tuoi spazi eserciti stranieri, non lasciare calpestare la tua storia. Il tempo è breve. Il tempo è tragico. Guerre, crisi energetica, inquinamento, pandemie, degenerazione della tecnica, sfruttamento e povertà, delinquenza, calamità immani si stanno catapultando sulla Terra.

Dove sei, Europa? Mondi cozzano contro altri mondi, il mondo della vita della natura contro il mondo delle speculazioni, della massificazione, dell’inurbamento selvaggio, delle banche, del dominio della tecnica. Il mondo della famiglia e della cultura, dell’arte, della religione, del rispetto delle tradizioni contro il materialismo, l’imbarbarimento culturale, i falsi diritti umani, la demagogia e la volgarità. Dove sei, Europa? L’uomo sta distruggendo la natura, si sta facendo vincere dalla tecnica, dalle spudorate leggi dell’economia capitalistica delle multinazionali tese solo al profitto. Masse sterminate di disperati giungono dai Paesi poveri, dai deserti del Sud, dalle steppe dell’Est, da tutti i mari. Lascia dietro di te tutte le nefaste visioni del mondo che portano alla catastrofe, i totalitarismi, i nazionalismi. Ora tu puoi, dimostra che sei democratica, forte, ricca, solidale, modello di accoglienza, libertà, tolleranza. Ora tu puoi, con il tuo straordinario patrimonio storico, culturale, politico, economico – che salvaguardi anche le culture dei suoi popoli -tu puoi prendere su di te il destino del mondo. Perché tu hai ancora i sogni dei tuoi figli, l’ardore, la gioia, l’amore e l’ebbrezza del vino e il canto bacchico, la scintilla celeste per raggiungere i cieli. Dove sei, Europa? Ah, ecco, ti sento, è il vento, sì, tu sei il vento, il vento della Storia.


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poesia ecccelsa e verità inconfutabili. Bravo

Sì, una bella poesia. Bravo davvero, ho le lacrime agli occhi.