Quella “campagna di riparazione” in cui i cristiani dovrebbero essere sempre impegnati

di Diego Torre

RIPARAZIONE PER LE OFFESE AI SACRICUORI!

La Madonna iniziò a maggio le sue apparizioni a Fatima ed è questo il mese in cui, con maggiore determinazione, va condotta quella “campagna di riparazione” in cui i cristiani dovrebbero essere sempre impegnati. L’Immacolata chiese nella prima apparizione del 13 maggio ai veggenti, tre bimbetti ignoranti di 7, 9 e 10 anni: “Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione del peccatori?“. Lucia rispose di sì per tutti e la Madonna confermò: “Andate dunque, avrete molto da soffrire ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto”.

L’Immacolata è ancora più esplicita il 13 luglio: “Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte ed in modo speciale quando fate qualche sacrificio: ‘O Gesù è per amor vostro per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria’”. E’ una richiesta che sarà presente in tutte le apparizioni, che si intreccia a quella della recita giornaliera del rosario. Entrambe si fondano sulla dottrina del Corpo mistico, che lega il Capo, Gesù, alle membra, e le membra fra di loro.

E’ dolorosamente evidente come non soltanto i singoli ma anche le nazioni vivano una generale apostasia della fede. Le legislazioni degli Stati, la cultura dominante, i poteri finanziari, i mass media… tutti spingono al rifiuto del mite Agnello Redentore, ma anche della dignità della persona e delle leggi che regolano la natura umana.

Questa crisi tocca anche i cristiani, che pur non essendo del mondo, vivono nel mondo e che “… si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi; si sono sparse a piena mani idee contrastanti con la Verità rivelata e da sempre insegnata; si sono propalate vere e proprie eresie, in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni; si è manomessa anche la Liturgia; immersi nel ‘relativismo’ intellettuale e morale e perciò nel permissivismo, i cristiani sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, dall’illuminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva” (San Giovanni Paolo II, 06.02.1981).

San Paolo VI parlò di “autodemolizione della chiesa” (7.12.1968), ritenendo che “da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio” (29.06.1972). Un timore così ribadito da Benedetto XVI a Fatima il 12.5.2010: “… Oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa”. Papa Francesco ha tante volte rampognato chierici e laici, fino a, in assonanza col Beato Rosmini, elencare ben 15 piaghe della Chiesa (22.12.2014).

Tutto ciò è ragione di tremenda sofferenza per il Sacro Cuore di Nostro Signore che si è mostrato a S. Margherita Maria Alacoque, nel lontano, ma non troppo, anno 1673, con gli effetti del peccato: le spine, la croce, la ferita della lancia; soprattutto le sue addolorate parole sull’ingratitudine umana, causa maggiore delle sue sofferenze. Gesù così disse: “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e consumarsi per testimoniare loro il suo amore. In segno di riconoscenza, però, non ricevo dalla maggior parte di essi che ingratitudini per le loro tante irriverenze, i loro sacrilegi e per le freddezze e i disprezzi che essi mi usano in questo Sacramento d’Amore. Ma ciò che più mi amareggia è che ci siano anche dei cuori a me consacrati che mi trattano così”. Quando guarì i dieci lebbrosi (numero che esprimeva in Israele la totalità; cioè tutti noi), ed uno solo tornò a ringraziarLo, Gesù constatò amaramente: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?” (Lc 17,17). Tanti beneficati, pochi grati.

Nelle apparizioni a S. Margherita Maria il Sacro Cuore chiese a tal fine la comunione nei primi venerdì di 9 mesi consecutivi e l’Ora santa nella notte del giovedì, nonché “una festa particolare per onorare il mio Cuore, comunicandosi in quel giorno, per riparare dagli insulti che ha ricevuto nel tempo in cui venne esposto sugli altari”. Essa, lungamente osteggiata all’interno della Chiesa, fu celebrata per la prima volta in Francia, nel 1672, successivamente autorizzata alla Polonia e presso l’Arciconfraternita romana del Sacro Cuore nel 1765, e con Pio IX nel 1856 divenne finalmente universale, accompagnandosi da subito alla dedicazione di congregazioni religiose, scuole, atenei e chiese. Il culto e la devozione erano invece diffusi nel popolo di Dio anche prima della festa liturgica e furono determinanti per la sua istituzione. Il sensus fidei di fedeli, “una sorta di «fiuto» con il quale il credente aderisce spontaneamente a ciò che è conforme alla verità” (Commissione Teologica Internazionale, 2014) ancora una volta aveva preceduto l’autorità ecclesiastica.

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