Morse (Ruth Institute): “La Corte Suprema dovrebbe mettere in discussione anche le nozze gay”


di Angelica La Rosa

JENNIFER ROBACK MORSE (RUTH INSTITUTE): “UNA VOLTA CHE LA CORTE SUPREMA DEGLI STATI UNITI SMETTERÀ DI SOSTENERE LA RIVOLUZIONE SESSUALE CON I COSIDDETTI DIRITTI INVENTATI DAL NULLA, MOLTE ‘QUESTIONI RISOLTE’ SARANNO MESSE IN DISCUSSIONE

Una volta che la Corte Suprema degli Stati Uniti smetterà di sostenere la Rivoluzione sessuale con i cosiddetti ‘diritti‘ inventati dal nulla, molte ‘questioni date per risolte‘ saranno messe in discussione“, ha affermato il presidente del Ruth Institute, la dottoressa Jennifer Roback Morse.

La Morse ha osservato infatti che sebbene nella sua bozza di decisione sulla sentenza Roe (la sentenza che negli Usa introdusse l’aborto e che presto dovrebbe essere superata), il giudice Samuel Alito abbia affermato che non avrebbe alcun impatto su altri cosiddetti diritti, come il matrimonio gay, “la logica suggerirebbe il contrario“.

La Roe versus Wade era stata decisa oltre 49 anni fa mentre la Obergefell versus Hodges, che ha imposto il matrimonio omosessuale a livello nazionale statunitense, è stata decisa solo nel 2015. “Questo non rende Obergefell un precedente meno importante?”, si chiede la Morse. “La Corte Suprema ha riscontrato nella Costituzione diritti che semplicemente non ci sono. Non c’è alcun diritto alla privacy, che la Corte ha affermato di trovare nel Primo Emendamento. Questo diritto immaginario alla privacy è stato il fondamento per Griswold e Eisenstadt così come per Roe . E non c’è alcun diritto al matrimonio gay nel 14° emendamento“, ha spiegato Morse.

In effetti il Primo Emendamento è stato emanato per proteggere la libertà di parola e di religione. Non dice nulla sulla privacy, per non parlare dell’aborto. Inoltre, il 14° emendamento è stato ratificato dopo la guerra civile per impedire agli stati del sud di ridurre i diritti degli ex schiavi. “Solo i giudici, decisi a legiferare sulla materia, sono riusciti ad interpretarlo come se richiedesse il matrimonio tra persone dello stesso sesso a livello nazionale“, ha obiettato la d.ssa Morse.

Negli Stati Uniti la Corte Suprema ha cambiato spesso idea su argomenti divisivi. Nel 1896 si diceva che l’istruzione “separata ma uguale” era costituzionale. Nel 1954 disse che non lo era. 

Oggi stiamo combattendo il transgenderismo, proprio perché abbiamo perso e rinunciato a combattere dopo che hanno ottenuto il cosiddetto matrimonio omosessuale nel 2015. Il matrimonio degenere di Obergefell, che ha portato alla rimozione delle parole di genere dai documenti legali. ‘Marito’ e ‘moglie’ sono stati sostituiti con ‘coniuge’ o ‘partner’. ‘Madre’ e ‘padre’ sono divenuti ‘genitori’ androgini. Non c’è da stupirsi che stiamo combattendo il transgenderismo nelle scuole“, ha commentato la Morse. “Se la Corte Suprema riconosce il diritto alla vita, dà speranza a quelli di noi che non hanno mai rinunciato al matrimonio uomo-donna“.


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