Rendere la fede cristiana più gradita ad una data epoca è cosa destinata a durare poco


di don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO DI SABATO 21 MAGGIO 2022 

Dal vangelo secondo san Giovanni (15, 18-21)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

COMMENTO

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me». Il cristiano non deve cercare di rendersi antipatico a tutti i costi, non avrebbe senso. Deve però insospettirsi quando il mondo parla troppo bene di lui. Spesso il mondo parla bene del cristianesimo quando questo viene annacquato, quando all’annuncio cristiano viene tolto qualche aspetto particolarmente spigoloso, oppure viene aggiunto qualcosa per renderlo accettabile al modo normale di ragionare. Rendere la fede cristiana più gradita ad una data epoca, ad una certa temperie culturale può suscitare qualche iniziale entusiasmo, ma è cosa destinata a durare poco. Ben presto questo annuncio depotenziato mostrerà i suoi limiti, e verrà dimenticato, facendo la fine del sale senza sapore, che viene gettato via e calpestato dagli uomini. Ed è forse quello che sta capitando ai nostri giorni.


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