Ideologia gender, il Ministro Bianchi si impegni a stoppare la “carriera alias”


di Angelica La Rosa

“CONSENTIRE AGLI STUDENTI DI SCEGLIERE COME ESSERE CHIAMATI A SCUOLA IN BASE A UNA PRESUNTA IDENTITÀ DI GENERE AUTO-PERCEPITA È UNA PRASSI TOTALMENTE ILLEGALE E PERICOLOSA, PERCHÉ PUÒ RAFFORZARE NEGLI ADOLESCENTI STATI DI INCERTEZZA EMOTIVA STATISTICAMENTE FISIOLOGICI E PASSEGGERI”

“Il Ministro Bianchi deve stoppare questa follia: consentire agli studenti di scegliere come essere chiamati a scuola in base a una presunta identità di genere auto-percepita è una prassi totalmente illegale e pericolosa, perché può rafforzare negli adolescenti stati di incertezza emotiva statisticamente fisiologici e passeggeri”.

Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus, a margine del presidio di protesta che si è svolto oggi davanti al Ministero dell’Istruzione contro la cosiddetta “carriera alias”.

La “carriera alias” è una procedura promossa dal movimento LGBT tramite cui la scuola sostituisce su tutti i documenti interni il nome anagrafico di uno studente con quello che lo stesso sceglie come proprio, in base alla cosiddetta identità di genere, non corrispondente al sesso biologico.

“Si tratta dell’ennesimo attacco dell’ideologia gender alle scuole, ai giovani e alle famiglie italiane, che non mandano i loro figli a scuola per essere rieducati in base all’agenda politica del movimento LGBT. Il Ministro ponga immediatamente fine a questo abuso”, ha concluso Coghe.


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