Avremo presto popoli impoveriti e inferociti di fronte alla mancanza di cibo ed energia?


di Lorenzo Capellini Mion

SENZA GRANO, CON LA FAME, ARRIVERA’ LA DESTABILIZZAZIONE POLITICA E SOCIALE. QUELLO CHE STA SUCCEDENDO GIÀ IN SRI LANKA, INDONESIA, PAKISTAN, PERÙ, IRAN E PRESTO IN EGITTO, PER FARE DEGLI ESEMPI, POTRÀ ACCADERE IN MOLTI ALTRI STATI…

L’Europa è convinta che varie sanzioni possano mettere in ginocchio la Russia. Questo è possibile sulla carta e molti politici ‘di carta’ avanzano una sorta di prova teorica. Ma per quanto mi sforzi di ricordare, non riesco a pensare a un blocco continentale che sarebbe efficace. Tuttavia, ho visto come chi l’ha introdotto abbia fallito. Il conflitto in Ucraina e la politica delle sanzioni dell’UE nei confronti della Russia hanno causato una crisi energetica. Questo, insieme all’aumento dei tassi di interesse statunitensi, ha inaugurato un’era di alta inflazione. Tutto questo ci porta in un’era di recessione, di recessione economica. L’Europa, i popoli dell’Occidente e noi ungheresi siamo entrati in un’era di pericolo. Questo decennio sarà contrassegnato da insicurezza e guerre. Nell’interesse dell’unità europea, l’Ungheria non si opporrà alle sanzioni purché non mettano a repentaglio la sicurezza energetica dell’Ungheria stessa“.

Così si è espresso il primo ministro ungherese Viktor Orbán. Qualsiasi leader occidentale che oggi non affermi con forza questi concetti e non agisca di conseguenza, molto presto si troverà di fronte popoli impoveriti e inferociti di fronte ai quali non potranno nemmeno dire di aver provato a difendere la propria Nazione. Oltre ad assumersi la responsabilità di aver contribuito a pavimentare la strada che porterà il mondo ad un conflitto permanente tra potenze nucleari.

Sempre in Ungheria, da pochi giorni solo le auto con targa ungherese potranno rifornirsi a prezzi ridotti, anche per porre un limite al “turismo della pieno”. In questo momento nel paese si trova la benzina più economica d’Europa; il prezzo è stato congelato al livello di 480 fiorini (€ 1,23) al litro. Nel resto d’Europa, i prezzi sono di € 1,79–2,3 al litro. L’Ungheria, quindi, si conferma il principale oppositore dell’embargo dell’UE sul petrolio russo, ultima barriera prima del precipizio.

Intanto ieri il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che ordina il pagamento delle obbligazioni in rubli ai rispettivi creditori stranieri se: – non associati a paesi ostili; – hanno pubblicamente sostenuto le sanzioni economiche contro la Federazione Russa; – non hanno vietato l’uso dello sviluppo e/o marchi in Russia a causa di sanzioni; – non abbiano sospeso, terminato o limitato le proprie attività nella Federazione Russa; – non abbiano screditato pubblicamente le forze armate russe; – non abbiano mancato di rispetto per la Russia, la sua società, le autorità e i simboli ufficiali in modo indecente nei media o su Internet.

Anche un altro dato fa riflettere: come scrive Bloomberg l’Asia ad aprile ha superato per la prima volta l’Europa in termini di acquisti di petrolio russo. Se si trattava di dare il colpo finale alle nazioni europee le sanzioni anti russe funzionano alla grande!

La Russia, inoltre, ha proposto di costruire una linea elettrica dalla Siberia al Kirghizistan attraverso il territorio del Kazakistan. Questo aumenterebbe significativamente lo scambio di energia tra i paesi dell’EAEU come affermato il capo del ministero dell’Energia della Federazione Russa Nikolay Shulginov.

Per fare ciò Mosca deve ottenere lo status di membro permanente del Consiglio di coordinamento dell’energia dell’Asia centrale che comprende Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan, la Russia ora ha il solo status di osservatore. Ora qualcuno capirà perché tanta bramosia di mettere le mani sul Kazakistan magari attraverso una “rivoluzione” colorata.

In molti, invece, non hanno ancora capito cosa accadrà presto per la mancanza del grano. “Le riserve mondiali di grano dureranno 10 settimane“, ha dichiarato Sarah Menker, amministratore delegato della società di analisi Gro Intelligence, durante una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Anche se il conflitto in ucraina finisse domani, non essendone la causa principale, secondo Menker il terremoto sarà inevitabile.

Dal canto suo il Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, David Beazley, ha ricordato che con la fame arriva la destabilizzazione politica e sociale. Quello che sta succedendo già in Sri Lanka, Indonesia, Pakistan, Perù, Iran e presto in Egitto, per fare degli esempi, avverrà dovunque.


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