Requiem per un povero assassino, vittima anche lui!


di Diego Torre

STATI UNITI: IN TANTI CASI IL LUOGO SCELTO PER LA TRAGEDIA È LA SCUOLA E GLI ASSASSINI SONO GIOVANI CON ALLE SPALLE FAMIGLIE SGANGHERATE O “ALLARGATE”, ABUSI E, SOPRATTUTTO, UNA SOLITUDINE PROFONDA DALLA QUALE HANNO TENTATO DI USCIRE IN QUESTO MODO ORRIBILE. COSÌ È STATO ANCHE PER SALVADOR RAMOS…

Derubricare a follia l’ennesima strage americana, compiuta da un ragazzo super armato, questa sì che è un’ autentica follia! L’obiettivo prescelto e la lucidità dell’esecuzione non depongono certamente a favore della sanità mentale del soggetto, ma un’analisi che si limiti a tale aspetto è fin troppo riduttiva. Rimane il fatto che 19 bambini e 2 insegnanti sono stati uccisi con fredda determinazione: è l’ennesima strage degli innocenti che gli Stati Uniti piangono!

Salvador Ramos, l’assassino poi ucciso dalla polizia, era certamente “strano” , basta guardare le sue foto: sguardo triste, corpo deperito; alcune con indosso una minigonna o un completo color nero. Il ragazzo è cresciuto senza padre e con una madre tossicodipendente, con la quale ad un certo punto ha litigato. Ha vissuto poi con la nonna, fortunosamente rimasta viva, che è stata la prima vittima della sua decisione. Era insicuro, balbettava, veniva schernito e bullizzato dai compagni. Ma, escludendo inesistenti tare mentali, come non chiedersi se una famiglia serena e due genitori amorevoli avrebbero evitato la sua “strana” crescita fino al quel 18° compleanno che è stato la condanna a morte dei bimbi innocenti, delle maestre e dello stesso Salvador?

L’istituto familiare come agenzia educativa è incisivo o ininfluente? Conosciamo la risposta e rimaniamo scandalizzati per l’assenza della famiglia in testa (ma anche in coda) agli obbiettivi della politica, per il disprezzo di cui è fatta oggetto e per  le ridicoli contraffazioni alle quali è parificata.

Due grandi spinte nel cuore dell’assassino. Innanzitutto la ricerca di un riscatto con una colossale affermazione del proprio ego dopo una vita di umiliazioni e frustrazioni. Salvador, e quelli che hanno ucciso prima di lui, sentono il bisogno irrefrenabile di annunciare sui social, a volte a riprendere con video,  le stragi che compiono. Programmano ed organizzano, anche per mesi, i loro delitti e sono ben lieti di metterne al corrente, in anticipo, persone  anche scelte a caso. C’è un bisogno di essere presi in considerazione che motiva il gesto eclatante.

Ma la molla più forte è forse il desiderio di distruzione, nato da una carica d’odio repressa, che culmina con l’esito finale della propria morte; anch’essa programmata e desiderata, un cupio dissolvi senza speranza di eternità. In tantissimi casi il luogo scelto per la tragedia è la scuola e gli assassini sono giovani o giovanissimi, con alle spalle famiglie sgangherate o “allargate”, abusi, e soprattutto una solitudine profonda dalla quale hanno tentato di uscire in questo modo orribile.

La libera circolazione delle armi negli Stati Uniti, contro cui il coro degli asini raglia da un pezzo, è la risposta più banale e fuorviante. Le armi non sparano da sole, dietro c’è una mente lucida con tutto il suo arsenale di convinzioni, deformazioni e frustrazioni. Esse negli Stati Uniti circolano liberamente, e la lobby dei produttori condiziona il congresso in senso antiproibizionista. In America funziona così; alla luce del sole e non fa scandalo: finanziamenti elargiti durante le campagne elettorali e “simpatia” degli uomini politici. Le grosse case farmaceutiche fanno lo stesso e si capisce perché i vaccini vadano alla grande, così come le centrali dell’aborto che godono anche il sostegno, politico e finanziario, dell’amministrazione Biden.

Lo strumento però non  vale più di chi lo usa. Certamente un maggiore controllo è indispensabile in una nazione dove c’è più di un’arma ad abitante, ma le ragioni dell’attaccamento degli americani a questa usanza che può sembrare un po’ strana, ci sono e sono profonde. Gli Usa hanno nel West la propria epopea, in un mondo cioè in cui era quasi inesistente la presenza dello Stato e la proprietà, la libertà e la dignità della persona erano affidate al suo coraggio e alle sue armi.

Ma gli Stati Uniti sono anche la terra in cui il successo e la ricchezza sono un obbligo “morale”, un eldorado dove se non splendi non esisti. Forse è per questo che quelle stragi insensate non avvengono in Messico, Svizzera o Venezuela , anch’essi molto liberali nel vendere armi.

C’entra anche il covid. Un recente rapporto dell’FBI, ripreso dalla BBC, denuncia  dall’inizio della pandemia il raddoppio degli attacchi armati di privati cittadini. Certamente la pandemia e ancor più le disposizioni “sanitarie” ed il clima che si è creato non hanno aiutato le persone a mantenere il controllo delle proprie pulsioni.

Come prevenire tanto orrore, che avrà sicuramente delle repliche in futuro? Se il problema è il cuore dell’uomo, lì bisogna cercare la soluzione. Quello che manca a tanti giovani in particolare è il senso della vita, del suo destino sovrannaturale, dei valori morali che ne derivano e dello sguardo con cui guardare conseguentemente al prossimo. La soluzione, tanto per cambiare, è Dio, principio e fondamento di ogni persona, gioia della vita in terra e felicità eterna in cielo. Preghiamo per le famiglie colpite, per le vittime e per lo stesso assassino; vittima anche lui.

 


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