Docenti silenziano Giorgio Bianchi, voce alternativa alla propaganda


di Martino Mora

SESSANTA DOCENTI IMPEDISCONO AL REPORTER GIORGIO BIANCHI, CHE HA LAVORATO PER ANNI IN DONBASS, DI INCONTRARE GLI STUDENTI

Nei licei-istituti Marie Curie e Piero Sraffa di Milano (quartiere San Siro-Quarto Cagnino), sessanta docenti hanno firmato una lettera per impedire l’incontro tra il reporter Giorgio Bianchi, che ha lavorato per anni in Donbass, la regione a maggioranza russofona al centro dell’attuale guerra fra Russia ed Ucraina, e la scolaresca. La colpa di Bianchi sarebbe quella di essere “filorusso”.

Da quello che ho capito ci sarebbero riusciti solo a metà, perché almeno due classi hanno potuto ascoltare la testimonianza del giornalista. Cioè di una voce alternativa alla propaganda ufficiale.

Nelle scuole di Milano e provincia ho visto entrare a parlare, negli ultimi 15-16 anni, praticamente chiunque piacesse al pensiero unico della sinistra fucsia: non solo propagandisti dei media di regime, ma anche teppisti dei centri sociali, militanti anarco-insurrezionalisti, femministe fanatiche, elogiatori del libero aborto, apologeti della sodomia, cantori del travestitismo, sostenitori della libera droga, amanti del meticciato.

Però il giornalista filo-russo (o presunto tale), non aveva diritto di parlare, secondo i sessanta docenti della polizia del pensiero.

Che dire? Ormai non mi arrabbio nemmeno più. Non esiste una categoria asservita al pensiero unico (con pochissime significative eccezioni) quanto quella degli insegnanti. Sono appiattiti su un conformismo ideologico totale, acritico, tanto dissolutivo quanto poliziesco. Che nasce da una profonda ignoranza spirituale.

Come i politici e i giornalisti, si dirà. Come molti docenti universitari. Ma almeno quelli si fanno servi del pensiero unico e dei poteri forti perché gli conviene, pensano di guadagnarci in termini di carriera e successo, o emolumenti. Sono vili, ma furbi.

Solo gli insegnanti di scuola sono in maggioranza talmente ignoranti, subalterni e conformisti da farsi servi volontari senza guadagnarci nulla. Servi gratuiti.


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