Un giudice: “il diritto dei genitori ad educare i figli non si tocca!”


di Emanuela Maccarrone

L’INCOERENZA DI VARIE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI: COMBATTERE ALCUNE DISCRIMINAZIONI MA TOLLERARNE ALTRE. MA CÈ UN GIUDICE NEL WISCONSIN

Un tribunale del Wisconsin, Stato federato degli Stati Uniti d’America fra i più grandi per popolazione, ha riconosciuto in una sua recente pronuncia la verità naturale sul diritto/dovere dei genitori di poter prendere “decisioni riguardanti l’educazione dei loro figli liberi da qualsiasi intervento del Governo”.

La sentenza è firmata dal giudice Michael Maxwell, eletto dal popolo della contea di Waukesha nel 2015 e rieletto nel 2021, esperto come legale nelle aree del diritto di famiglia, del contenzioso civile e del diritto dei consumatori.

In precedenza Maxwell è un stato veterano dell’Esercito statunitense e della Guardia nazionale, avendo prestato servizio dal 1987 al 1991. La sua formazione è invidiabile: prima due lauree, una in Diritto finanziario alla Virginia Tech University, l’altra in Giurisprudenza alla Marquette University del Wisconsin, poi un master in Economia Aziendale, sempre alla Marquette.

Questo giudice si è schierato dunque con i genitori che hanno citato in giudizio la Kettle Moraine School per aver nascosto le confuse ambizioni di “transizione di genere” dei loro figli piccoli, in violazione del diritto di famiglia. Infatti l’istituto ha adottato senza consultare i genitori degli alunni una politica tesa a “facilitare e affermare la richiesta di uno studente minorenne di passare a una diversa identità di genere senza il consenso dei genitori e anche nonostante l’obiezione dei genitori“.

Sulla questione è intervenuto anche Luke Berg, vice consigliere del Wisconsin Institute for Law and Liberty (WILL), che insieme all’Alliance Defending Freedom (ADF) ha rappresentato due gruppi di genitori nella causa contro il sopracitato Kettle Moraine School District.

Luke Berg ha dichiarato cambiare l’identità di genere è “una decisione enorme, soprattutto in giovane età. I genitori possono e dovrebbero essere coinvolti. E hanno il diritto di aspettarsi che i funzionari della scuola rispettino la loro decisione su ciò che è meglio per il loro bambino”.

Giustamente ogni cittadino ha il diritto di essere difeso contro ogni forma di discriminazione e di violenza, questo è uno dei princìpi fondamentali di una società civile e democratica, ma tutelare è un conto mentre indottrinare è un’altra cosa.

Negli Stati Uniti altri episodi non mancano. L’amministrazione del governatore della Florida Ron DeSantis ha deciso di vietare la copertura Medicaid per le procedure transgender e vietarle ai minori, poiché tali procedure si sono dimostrate inefficaci e insicure.

A riguardo, un rapporto pubblicato dalla Florida Agency for Health Care Administration (AHCA) ha dichiarato che “le prove disponibili dimostrano che questi trattamenti causano cambiamenti fisici irreversibili ed effetti collaterali che possono influire sulla salute a lungo termine“.

Recentemente anche in Italia l’onlus Pro Vita e Famiglia ha denunciato un episodio di violazione del diritto dei genitori ad educare i propri figli. In una scuola primaria del nord Italia è stato accertato la realizzazione di un progetto sull’educazione sessuale, in violazione della normativa scolastica sul consenso informato preventivo dei genitori, poiché agli stessi non erano stati comunicati tutti i temi che si sarebbero potuti affrontare con i bambini di 10 e 11 anni.

Tra i temi inclusi nel progetto vi erano la masturbazione, l’orgasmo, i preservativi e la pillola anticoncezionale, l’omosessualità e la bisessualità, come si fa sesso e che significa essere trans o gender-fluid.


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