Che sacerdoti ci attendono in futuro? Un vecchio prete scrive ad un giovane che sta per diventarlo


di Angelica La Rosa

LETTERA A UN PRETE DI DOMANI DA UN CURATO ANZIANO MA SEMPRE GIOVANE


Il mondo dei sacerdoti sta cambiando, come tutto il mondo, d’altronde. Questi ultimi tre anni ce lo stanno ripetendo in svariati modi, quasi a ricordarci che non possiamo sederci sugli allori. Stanno cambiando le parrocchie, le relazioni intraparrocchiali, le diocesi, il numero dei credenti e
dei fedeli in una società sempre meno “cristiana”, dove chi ha fede in Gesù diviene minoranza.

Ma in mezzo alle molteplici cose che mutano, in mezzo alle pandemie e alle guerre inattese e sconcertanti, in mezzo ai problemi dell’ecologia e di una trasformazione tecnologica sempre più rapida, qualcosa rimane saldo: il senso dell’essere prete e annunciatore della gioia, della speranza, della vita eterna.

In “Lettera a un prete di domani da un curato anziano ma sempre giovane” (Edizioni San Paolo 2022, pp. 185, euro 16) don Diego Goso si immerge proprio nel solco che le trasformazioni sociali, individuali ed ecclesiali stanno scavando tra “il mondo che era” e “quello che sarà”, immaginando una lunga lettera lasciata come eredità da un vecchio prete a un giovane che sta per diventarlo.

Ne viene un’appassionata rilettura dei nostri giorni, del senso del credere e della necessità di un
annuncio cristiano che non perda nulla dell’umano, pur guardando con gli occhi fissi verso il Cielo.

Don Diego Goso, classe 1975, è sacerdote della diocesi di Ventimiglia-San Remo, incaricato per l’Ufficio di Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ventimiglia e ogni giorno, sul sito www.dondiego.me, dialoga con i suoi lettori di spiritualità, catechesi, educazione e informatica, con un occhio alla satira e alla politica.

 


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