La campagna di odio e disprezzo nei confronti della Vita continua senza sosta


di Maria Bigazzi

NEL “MESE OMOSESSUALISTA” DI GIUGNO (CHE DOVREBBE ESSERE INVECE DEL SACRO CUORE) L’IPOCRISIA RAGGIUNGE ALTE VETTE…

La campagna di odio e disprezzo nei confronti della Vita continua senza sosta. In questo mese in cui i paladini dei diritti si accingono a manifestare in difesa dell’uguaglianza e del rispetto con gesti blasfemi, di odio e provocazione, l’ipocrisia raggiunge le vette più alte.

Tutti hanno diritto a qualcosa, tranne chi non ha la facoltà di difendersi o parlare, come il nascituro, o chi ha una visione diversa dal mainstream che ha ormai appiattito il pensiero comune rendendolo un’unica corrente portatrice di false teorie contro la natura stessa dell’uomo e la ragione.

Come detto molte volte, il primo diritto è quello alla Vita, se questo manca non possono esistere nemmeno tutti gli altri. Ma come affermava Chesterton, “Il mondo moderno è in guerra con la ragione, e la torre già vacilla”.

E così la battaglia per la difesa della verità e della Vita continua giorno dopo giorno senza tregua, per contrastare una sempre più violenta cultura della morte che vuole cancellare la bellezza della maternità, della famiglia naturale, del vivere stesso.

Pratiche come l’aborto, l’utero in affitto, la manipolazione della Vita e l’adozione dei bambini a coppie omosessuali, sono diventate pane quotidiano, strenuamente difese e propagandate già a bambini piccoli in una società vittima di sé stessa e destinata così a perire.

Privare del diritto alla Vita una persona qual è il concepito, non ancora in grado di difendersi e far valere i propri diritti, è un atto disumano che si concretizza in un vero e proprio sacrificio di vite umane che subiscono la violenza più grave, con l’appoggio di leggi ingiuste e assassine che permettono l’uccisione di un individuo innocente.

Se i gruppi di femministe che invadono le piazze d’Italia e si divertono meschinamente a stracciare e imbrattare i manifesti Pro Vita che svegliano le coscienze, così come i tanti sostenitori e fautori di tale genocidio si vedessero davanti la moltitudine di bambini abortiti, ci sarebbe da tremare.

Ma questi bambini ci sono, ed è per questo che continua ad essere doveroso gridare e invitare a riflettere su questo sterminio che miete più vittime di una guerra.

Il voler rivendicare i propri diritti del tipo “del mio corpo decido io”, “la vita è la mia e ne sono padrona”, dimostrano un grande vuoto, e nel senso stretto del termine, un’ignoranza impregnata di ideologia che rende ciechi e pieni di risentimento e odio verso la realtà dei fatti, perché il corpo del bambino non è un grumo di cellule, bensì un individuo che si sta formando e che trae nutrimento dal corpo della madre al quale si unisce in legame fisico e anche psichico, tanto da creare un unico meccanismo in cui il figlio aiuta la madre e viceversa nelle funzioni vitali.

Questo è ciò che afferma la scienza, non quella che viene invocata per giustificare l’uccisione di un bambino in nome della propria libertà di cui però lui viene privato.

Che i bambini siano diventati oggetti alla mercé di chiunque è ben chiaro grazie alle orribili pratiche contro la Vita che vedono una continua manipolazione di embrioni con il solo fine economico di soddisfare i capricci di chi vuole comprarsi un figlio, come avviene per le coppie omosessuali e non, arrivando al punto di calpestare completamente la dignità umana pur di agguantarsi il proprio oggetto del desiderio, dietro la scusa del “gesto di amore”, un amore che costa migliaia di euro e che tratta la Vita umana come se non avesse alcun valore.

Questa è la cruda verità che si cerca di mascherare dietro un falso buonismo che vuole presentare tali pratiche come scelte libere e conquiste sociali, mentre non sono altro che crimini verso l’umanità.

E per comprendere quanto sia fastidioso per chi difende questi crimini sentirsi ribadire e vedere difesa la verità, è sufficiente osservare i continui attacchi nei confronti chi si pone dalla parte dell’indifeso, come le tante persone che quotidianamente si battono in difesa della Vita e portano avanti campagne di vera sensibilizzazione per informare su un male ingiustificabile.

Il senso di rispetto di chi si pone a paladino dei diritti per le donne e per gli omosessuali si può ben vedere da manifestazioni come quelle avvenute a Cremona e Roma, Genova e altre città d’Italia, dove la fede è stata attaccata e i valori fondamentali stravolti e irrisi. Ugualmente per quanto riguarda l’aborto e le campagne di Pro Vita e Famiglia, oggetto di assalti e atti vandalici, non ultimi quelli avvenuti nella città di Imperia, dove le attiviste di Non una di meno Ponente Ligure hanno esordito con un comunicato squallido e provocatorio in cui si giustifica l’attacco ai manifesti “Facciamole nascere”, definendo la città “più pulita” dopo che questi erano stati stracciati.

Questo è ciò che avviene a ogni campagna e in ogni città ma, come ci ricorda il Vangelo, “Se questi taceranno, grideranno le pietre”. Noi ci impegneremo sempre a testimoniare e, quando necessario, gridare la Verità, anche a costo dei maggiori sacrifici…


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