Si può definire cattolico chi vuole il gender nelle scuole?


di Matteo Castagna

IL CANDIDATO SINDACO DI VERONA, L’EX CALCIATORE DAMIANO TOMMASI VUOLE IL GENDER NELLE SCUOLE

Robert J. McManus, ordinario diocesano di Worcester in Massachusetts (USA), ha ritirato la connotazione di “cattolica” alla locale scuola superiore Worcester’s Nativity School gestita dai gesuiti. Nel decreto, comparso sul sito della diocesi il 16 giugno 2022 si legge la motivazione: “Sventolare queste bandiere [arcobaleno] davanti a una scuola cattolica invia al pubblico un messaggio contraddittorio, confuso e scandaloso sulla posizione della Chiesa su queste importanti questioni morali e sociali”.

Da oltre un anno, secondo la scuola, la bandiera sventolava davanti alla scuola, assieme a uno striscione dei Black Lives Matter, organizzazione estremista statunitense che dice di promuovere l’uguaglianza di tutte le razze, ma si è distinta per atti non proprio pacifici contro l’ordine pubblico. Si legge uguaglianza, si annusa un senso di razzismo da parte di alcune comunità nere verso i bianchi. McManus non ha ritenuto opportuno che una scuola privata si forgiasse del termine cattolica, promuovendo l’omosessualismo e il mondialismo.

Potrebbe sembrare una decisione eccessiva, in tempi di buonismo imperante e secolarizzazione galoppante. Se andiamo a leggere la storia e la dottrina sociale della Chiesa Cattolica si tratta, in realtà, di un “minimo sindacale”, perché non si può giustificare e promuovere il peccato impuro contro natura, sotto il cappello del Cattolicesimo. Così come non può passare il messaggio che la vita dei neri possa avere più importanza delle altre razze, sostenendo chi sobilla il popolo contro l’ordine naturale e la legalità.

Il giudizio morale cattolico parte dall’Antico Testamento: la sodomia è un peccato abominevole (gen. 13,13; Lev. 18, 22; 20,13) e prosegue negli Atti degli Apostoli (Rom. 1,26-27; 1 Cor. 6,9: 1 Tim. 1,10) rimanendo inalterato nei secoli, codificato tra i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio nel Catechismo di San Pio X. “Ripugna intrinsecamente alla natura e al fine primario dell’atto sessuale: è lussuria contro natura” (Pror. 24^ condannata da Alessandro VII, Decr. 24/09/1665).

La sodomia è un desiderio disordinato perché il suo fine è il mero piacere personale, non la procreazione, che l’ordine divino e naturale hanno stabilito essere la finalità dell’ordine sessuale. La famiglia è composta da un uomo ed una donna, uniti nel vincolo matrimoniale per continuare la specie o, perlomeno, senza mai escludere questa possibilità, con i mezzi biologici di cui i due diversi sessi sono già dotati.

Anche la grande santa Caterina da Siena (1347-1380), maestra di spiritualità e copatrona d’Europa, condannò in maniera veemente l’omosessualità. Nel suo “Dialogo della divina Provvidenza”, in cui riferisce gli insegnamenti ricevuti da Gesù stesso, ella così si esprime sul vizio contro natura: “Non solo essi hanno quell’ immondezza e fragilità, alla quale siete inclinati per la vostra fragile natura (benché la ragione, quando lo vuole il libero arbitrio, faccia star quieta questa ribellione), ma quei miseri non raffrenano quella fragilità: anzi fanno peggio, commettendo il maledetto peccato contro natura. Quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono; poiché non solo essa fa schifo a Me, che sono somma ed eterna purità (a cui tanto abominevole, che per questo solo peccato cinque città sprofondarono per mio giudizio, non volendo più oltre sopportarle la mia giustizia), ma dispiace anche ai demoni, che di quei miseri si sono fatti signori. Non è che ai demoni dispiaccia il male, quasi che a loro piaccia un qualche bene, ma perché la loro natura è angelica, e perciò schiva di vedere o di stare a veder commettere quell’enorme peccato“.

Nella tradizione cattolica, il mese di Giugno è dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Nella tradizione omosessualista è dedicato alle sfilate dei Pride, troppo spesso impuniti blasfemi contro la Madonna, i Santi, la Chiesa. Ogni ostentazione orgogliosa del desiderio vizioso, addirittura patrocinata dalle Istituzioni è una pugnalata a quel Sacro Cuore, che con le preghiere il buon cattolico cerca di riparare.

A Bergamo, il Pride è andato a braccetto coi BLM locali, a dimostrazione che omosessualismo e mondialismo vanno di pari passo. C’è anche chi, come Damiano Tommasi, si presenta al ballottaggio di domenica 26 giugno 2022 sostenuto da tutte le Sinistre, per fare il Sindaco di Verona, portando con sé un programma in cui egli auspica di far aderire il Municipio scaligero alla Carta RE.A.DY, che è una sorta di “bignami del DDL Zan” per le Amministrazioni Pubbliche, in cui al punto 7) comma f) si fa espresso riferimento alla propaganda LGBT nelle scuole: promuovere “azioni informative e formative rivolte al personale impegnato in campo educativo, scolastico, socio-assistenziale e sanitario”.

Le associazioni più estremiste della galassia che sostiene Tommasi, i cui esponenti, per quanto pochi, si sono visti negli incontri pubblici del candidato di centrosinistra, hanno sempre dimostrato simpatia per le azioni dei Black Lives Matter.

Se, dunque, facciamo un paragone con quanto dice il Magistero Perenne della Chiesa, come fa il candidato Tommasi a definirsi cattolico? Inoltre, se guardiamo a quanto avvenuto recentemente in Massachusetts, se una scuola retta dai gesuiti viene privata del titolo di “cattolica” perché vicina ad ambienti che distorcono il concetto di famiglia e l’insegnamento della Chiesa sul diritto alla vita di tutta l’umanità, non è possibile tacere su chi si candida a guidare un’ importante città come Verona, con le stesse idee della scuola di Worcester, continuando a dire d’essere cattolico!

 


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