La propaganda mass mediatica di Stato non si nasconde più


di Gian Piero Bonfanti

I MEZZI DI COMUNICAZIONE VENGONO SEMPRE PIÙ UTILIZZATI COME STRUMENTO PER DIFFONDERE IDEOLOGIE

Come accade oramai di consueto, veniamo quotidianamente bombardati da notizie inesatte o prive di fondamento, che ci portano a pensare in modo omologato, soggiogati da una propaganda asfissiante.

Il giornalismo più “apprezzato” infatti è quello sensazionalistico. La propaganda di stato oramai cerca di condizionare le masse senza neanche più nascondere la sua natura ideologica, non ce n’è più bisogno.

Tuttavia chi se ne è già reso conto non ha molta voce in capitolo, mentre chi non se ne è ancora accorto difficilmente riuscirà a smarcarsi da questa morsa del pensiero unico. Ogni giorno il cappio è sempre più stretto, ma oramai è tardi per riuscire a liberarsi dalla trappola mortale.

Ebbene la tragica notizia che prendiamo in esame oggi, ma è solo per fare un esempio, è la sparatoria avvenuta sabato 25 giugno nel locale gay a Oslo, dove sono decedute due persone e ci sono stati 21 feriti, ad opera di un iraniano nazionalizzato in Norvegia. La gravità degli eventi non avrebbe avuto bisogno di strumentalizzazioni. Quello di cui si è parlato è stato principalmente il fatto che queste persone erano in un locale gay e che il pride di Oslo in previsione per lo stesso giorno è stato sospeso.

Ecco il solito modo per veicolare l’informazione. A pochi resterà in mente in futuro che l’attentatore di origine iraniana ha compiuto, secondo le autorità, un attentato terroristico islamista. Subito sono state esposte le solite bandiere arcobaleno mentre a pochi è interessato il vero problema emerso.

Alcune persone innocenti hanno perso la vita, altre sono rimaste ferite, ma come al solito si vuole etichettare questa vicenda come “crimine omofobo”. I veri temi da discutere potevano essere l’immigrazione, l’integrazione, la radicalizzazione di gruppi estremisti, la violenza nei quartieri delle grandi città, la sicurezza nelle strade.

Come spesso accade quale migliore occasione per utilizzare una notizia con scopi ideologici? Mai come oggi apprezziamo il famoso proverbio “un bel tacer non fu mai scritto“. Alcune volte sarebbe meglio tacere piuttosto che propagandare mezze verità.


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