Salviamo i giovani dagli inganni delle sinistre sulla droga libera


di Matteo Orlando

PAOLO BORSELLINO: “È DA DILETTANTI DI CRIMINOLOGIA PENSARE CHE LIBERALIZZANDO IL TRAFFICO DI DROGA SPARIREBBE DEL TUTTO IL TRAFFICO CLANDESTINO E SI LEVEREBBERO QUESTE UNGHIE ALL’ARTIGLIO DELLA MAFIA

Mentre gli italiani sono alle prese con una crisi economica spaventosa, dovuta al caro energia e alle disastrose scelte economiche del governo Draghi, mentre molte imprese sono in ginocchio, altre hanno già chiuso e licenziato i loro dipendenti, mentre le famiglie sono strette nella morsa del caro vita, a cosa pensa la maggioranza dei nostri parlamentari? A favorire l’uso delle droghe da parte dei giovani!

In questi giorni, infatti, la Camera dei Deputati ha iniziato l’esame della legge che consente a chiunque di coltivare cannabis in casa. A sostenere questa proposta è il Centro-Sinistra insieme al M5s, contrari – invece – i tre partiti del Centro-Destra, Lega, Fratelli d’Italia (FdI) e Forza Italia.

Se la norma dovesse essere approvata si arriverebbe, in sostanza, alla legalizzazione della coltivazione e della detenzione della cannabis in Italia.

I partiti che sostengono l’iniziativa parlano di possibilità di coltivazione e detenzione fino ad un massimo di quattro piante femmine di cannabis da parte di maggiorenni e per uso personale. Inoltre, con una sorprendente schizofrenia concettuale prevedono l’esatto opposto in un’altra parte del testo in discussione, stabilendo la promozione, all’inizio di ogni anno scolastico, di una Giornata nazionale sui danni derivanti da alcolismo, tabagismo e uso delle sostanze stupefacenti e psicotrope nelle scuole di primo e secondo grado. Ma se provocano danni allora perché se ne legalizza il consumo e la coltivazione?

Come è usuale in questi casi, per introdurre una legge controversa i promotori stanno presentando quello che ritengono il “minimo indispensabile” perché, secondo una prassi consolidata, si spera, con una interpretazione estensiva della legge, che si potrà via via ottenere (magari con la complicità di qualche giudice amico) ben altro e più che questa “legalizzazione minimale”.

Lo ha rilevato in Aula anche il deputato di FdI Ciro Maschio che, a nome del partito di Giorgia Meloni, ritiene che queste modifiche non siano altro che “uno strumento per facilitare la legalizzazione, incentivando la diffusione e l’utilizzo di sostanze psicotrope“.

Secondo il deputato del M5S Mario Perantoni, relatore del provvedimento e presidente della commissione Giustizia, l’inizio dell’esame in Aula della legge che “depenalizza” la coltivazione domestica della cannabis, segnerebbe invece “una giornata storica per il nostro Paese, ancorato a vecchie e fallimentari politiche antidroga di stampo repressivo“.

Uno degli slogan che viene ripetuto dalle persone favorevoli alla legalizzazione della cannabis è il seguente: “legalizzare la droga colpisce gli affari delle mafie“. Si tratta, però, di una menzogna colossale. Un uomo che ha sacrificato la sua vita per combattere la criminalità – e che di lotta alle mafie se ne intendeva più dei “professionisti dell’antimafia da salotto” -, ovvero il giudice Paolo Borsellino, nel 1989 spiegò invece in totale opposizione: “È da dilettanti di criminologia pensare che liberalizzando il traffico di droga sparirebbe del tutto il traffico clandestino e si leverebbero queste unghie all’artiglio della mafia“.

Il giudice siciliano, da vero esperto dei fenomeni criminali, aveva ben capito il vero rischio della legalizzazione, aggiungendo: “Resterebbe una residua fetta di mercato clandestino che diventerebbe estremamente più pericoloso, perché diretto a coloro che per ragioni di età non possono entrare nel mercato ufficiale, quindi alle categorie più deboli e più da proteggere“.

Esattamente quello che accadrebbe in Italia: i minori, per i quali la cannabis resterebbe illecita, o farebbero coltivare la sostanza ai loro amici maggiorenni per poi riceverne le quantità desiderate o, peggio, continueranno a ricorrere agli spacciatori che, per fare concorrenza al “mercato legale”, o abbasseranno il prezzo o spacceranno la sostanza con il maggiore livello di THC (cioè delta-9-tetraidrocannabinolo, uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis). Legalizzando la coltivazione di cannabis, quindi, si permetterebbe alle mafie di aumentare lo spaccio, e non di diminuirlo, soprattutto a danno di minori.

Questa proposta di legge, se entrasse in vigore, farebbe non solo aumentare il numero di persone tossicodipendenti in circolazione ma, quando queste fossero alla guida di auto o motoveicoli, farebbe aumentare, come dimostra la statistica in materia, il numero di incidenti, spesso mortali, sulle nostre strade e autostrade.

Se consideriamo che il Dipartimento delle Politiche Antidroga in passato ha fatto sapere che uno studente su 5 fa già uso di cannabis (e il 21% di questi è addirittura a rischio dipendenza) con la legge in discussione alla Camera si inciderà sulla percezione dei minori circa il suo consumo, nel senso dell’ulteriore abbassamento delle loro difese ed esponendoli a rischi enormi per il loro sistema neurologico, ancora in fase di sviluppo. Per non parlare poi del fatto che la cannabis incide anche sulla socialità e favorisce comportamenti anti-sociali e depressione.

Anche pochi “spinelli”, infatti, rallentano i riflessi e distaccano dalla realtà, causando perdita di autocontrollo con gravi pericoli per la società.

È oramai un dato scientifico, evidenziato da numerosi studi, che il consumo di cannabis incide in negativo sul quoziente intellettivo, provoca difficoltà di apprendimento, memorizzazione e vigilanza e concorre in maniera non indifferente all’abbandono scolastico. Sempre la scienza medica ha dimostrato che la cannabis danneggia anche il sistema immunitario, aumenta l’infertilità nell’uomo e favorisce il rischio di sviluppare tumori ai testicoli (c’è infatti un rischio doppio in chi fuma cannabis, anche sporadicamente e sotto i 18 anni, rispetto a chi non fuma sostanze psicotrope). Ancora, legalizzare la cannabis indurrà i giovani a ritenerla “normale”, esponendoli a un maggior rischio di assunzione, di dipendenza e di danni fisici e psichici.

La volontà della maggioranza Draghi di impegnare il Parlamento su questi temi è un’offesa agli italiani alle prese con una crisi economica senza precedenti, alle imprese in ginocchio e alle famiglie strette nella morsa del caro vita“, ha commentato l’on. Giorgia Meloni. “Mentre imprese e cittadini sono in ginocchio davanti una grave crisi economica, caratterizzata dal caro carburante e dagli aumenti in bolletta, la sinistra al governo porta in Aula, tra le sue priorità, la legalizzazione degli stupefacenti. Come sempre, totalmente sconnessi dalla realtà“, ha aggiunto la leader di FdI.

Sullo stesso tema Matteo Salvini, il leader della Lega che, sul punto, ha minacciato la maggioranza di cui fa parte con queste parole: “incredibile, vergognoso e irrispettoso per gli italiani. In un momento di crisi drammatica come questo, la sinistra mette in difficoltà maggioranza e governo insistendo sulla cannabis anziché occuparsi di lavoro, tasse e stipendi“.

Confidiamo che alle parole seguano i fatti perché, ne siamo certi, nessun genitore o nonno vorrà mai che i suoi figli o nipoti crescano in una società che considera legale e normale coltivare droga in casa e consumarla a volontà. Almeno il Centro-Destra, e almeno su questo tema così delicato, non si distacchi dalla realtà!


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