Papa Francesco rinvia il “pellegrinaggio ecumenico di Pace” in Congo e sud Sudan, ma in Canada?


di Giuseppe Brienza

PAPA FRANCESCO RIMANDA IL VIAGGIO APOSTOLICO NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO E IN SUD SUDAN, QUEST’ULTIMO “PELLEGRINAGGIO ECUMENICO E DI PACE” CHE AVREBBE DOVUTO INIZIARE PROPRIO OGGI…

Nel giorno in cui sarebbe dovuto partire per il programmato viaggio in Sud Sudan (5-7 luglio 2022), preceduto da tre giorni nella Repubblica Democratica del Congo, entrambi impegni rinviati a causa del dolore al ginocchio, non si sa se Papa Francesco potrà recarsi a fine luglio almeno in Canada. La visita al Paese nordamericano, infatti, sarebbe prevista dal 24 al 30 di questo mese e, sul sito del Vaticano, sono da tempo stati pubblicati i dettagli del programma e degli incontri che il Santo Padre dovrebbe tenere.

Alcune settimane dopo che il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni aveva reso noto che, per accogliere «la richiesta dei medici e per non vanificare i risultati delle terapie al ginocchio tuttora in corso» aveva deciso di «posticipare il Viaggio Apostolico nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan» (Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, 10 giugno 2022), il Pontefice ha commosso gli africani con un videomessaggio diretto alle popolazioni dei due Paesi che avrebbe dovuto visitare «per un pellegrinaggio di pace e riconciliazione».

«Il Signore sa quanto è grande il mio rammarico per essere stato costretto a rinviare questa visita tanto desiderata e attesa – ha aggiunto il Papa Francesco –. Ma non perdiamo la fiducia e nutriamo la speranza di incontrarci al più presto, appena sarà possibile. Vorrei dirvi intanto che, specialmente in queste settimane, vi porto nel cuore più che mai. Porto dentro di me, nella preghiera, le sofferenze che provate da tanto, troppo tempo. Penso alla Repubblica Democratica del Congo, allo sfruttamento, alla violenza e all’insicurezza che patisce, in particolare nell’est del Paese, dove gli scontri armati si protraggono, causando sofferenze innumerevoli e drammatiche, acuite dall’indifferenza e dalla convenienza di tanti. E penso al Sud Sudan, al grido di pace della sua gente che, sfinita dalla violenza e dalla povertà, attende fatti concreti dal processo di riconciliazione nazionale, al quale desidero contribuire non da solo, ma peregrinando ecumenicamente insieme a due cari fratelli: l’Arcivescovo di Canterbury e il Moderatore dell’Assemblea generale della Chiesa di Scozia» (Papa Francesco, Voltare pagina per aprire strade nuove di riconciliazione e perdono, L’Osservatore Romano, 2 luglio 2022, p. 12).

A seguito del posticipo del viaggio in Congo e Sud Sudan, Papa Francesco ha deciso di inviare dall’1 all’8 luglio a Kinshasa e a Juba il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, proprio al fine di «dimostrare la propria vicinanza agli amati popoli congolese e sud-sudanese» (Il cardinale Parolin nella Repubblica democratica del Congo e in Sud Sudan, L’Osservatore Romano, 28 giugno 2022, p. 1).

Sono ormai due mesi che il Pontefice sta lottando contro il persistente dolore al ginocchio destro che l’ha costretto sulla sedia a rotelle. Ad inizio maggio erano già trapelate le prime indiscrezioni sul male al ginocchio accusato da Bergoglio che, in queste ultime ore, sembra però avere dei leggeri miglioramenti, come dimostra la sua presenza alla Messa del 3 luglio con la comunità congolese a Roma, anche se non ha potuto entrare in processione con i Vescovi e sacerdoti concelebranti, facendosi trovare sulla sedia gestatoria. Alla fine di giugno il Papa aveva mostrato segni più tangibili di miglioramento potendo muoversi autonomamente con un bastone invece della carrozzina.

La gamba, quindi, sembrava rispondere, ma non al punto da poter ripristinare in maniera stabile anche una pur minima mobilità autonoma, come dimostrato dalla Messa a San Pietro di questa domenica.

In ogni caso le prime settimane di luglio saranno un periodo ideale per evitare sforzi eccessivi, tanto più che, come noto, il Pontefice non è solito recarsi a Castel Gandolfo per il periodo estivo, continuando a soggiornare nella sua residenza a Casa Santa Marta. Confidiamo dunque che, nelle prossime settimane, potrà essere comunicato qualche elemento che possa far ben sperare per il viaggio in Canada, Paese ampiamente scristianizzato che, dal punto di vista spirituale ed umano, avrebbe a nostro avviso un gran bisogno della visita del Santo Padre.


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