In questa dittatura transnazionale un nuovo ’68 sembra alle porte


di Gian Piero Bonfanti

IN OLANDA STANNO CRESCENDO PROTESTE DEGLI AGRICOLTORI CHE TANTO CI RICORDANO LE NOSTRE MANIFESTAZIONI “NO GREEN PASS

La gente come noi non molla mai” era lo slogan dei portuali di Trieste, quello che aveva acceso una fiammella di speranza a tutti coloro che hanno seguito gli eventi dello scorso anno.

Lo slogan ancora riecheggia nei cassetti della nostra memoria.

Come dimenticare quei giorni di tensione, quando l’attenzione era rivolta a questo movimento di lavoratori coraggiosi?

Poi sono arrivati i blindati, gli idranti, i manganelli, i licenziamenti, e da quel momento è calato il silenzio.

Ora non se ne parla neanche più, sono sopraggiunte altre emergenze, la guerra in Ucraina, la crisi alimentare, il problema climatico.

Tutto sembra concorrere ad uno schema preordinato, e quando qualcosa o qualcuno dice o compie qualcosa di inusuale, va messo a tacere, isolato, dimenticato.

Proprio in questi giorni infatti in Olanda stanno crescendo le proteste degli agricoltori, che tanto ci ricordano le manifestazioni dei nostri eroi friulani.

Come allora sono intervenuti i blindati e la repressione dei manifestanti olandesi sta avvenendo in modo violento.

Si stima che siano circa 40.000 gli agricoltori che sono scesi in piazza con trattori, bloccando il traffico e bruciando balle di fieno.

Nessuno ne parla in Italia, tutto deve rimanere nascosto, chissà mai che qualcuno possa ispirarsi a questa “disobbedienza civile”, solidarizzando e magari accodandosi alla rivolta.

Ricordiamo che la protesta nasce per contrastare un piano del governo olandese, in linea con l’agenda 2030, volto a ridurre drasticamente le emissioni di azoto ed ammoniaca del bestiame, che secondo gli agricoltori metterà in pericolo i loro mezzi di sussistenza.

Va considerato che i tagli potrebbero raggiungere il 70 per cento in alcune aree quindi la preoccupazione è molto alta.

Tutto il Paese è in subbuglio, file di trattori ed agricoltori sono determinati nella lotta, al punto tale che la polizia sta perdendo il controllo.

Giungono alcuni video dalla rete dove c’è anche un poliziotto che spara con la pistola verso un trattore. La situazione sta sfuggendo dal controllo.

Concludendo, siamo al preludio di un grosso problema, ma, come di consueto, questa notizia passa in secondo piano, tutto viene trattato come se ciò che sta accadendo sia poco rilevante.

La deputata Caroline van der Plas ha chiesto un “dibattito di emergenza” con il primo ministro olandese Mark Rutte e il ministro della giustizia e della sicurezza, Dilan Yeşilgöz-Zegerius, sull’escalation delle proteste.

In Italia intanto assistiamo alle proteste dei taxisti… tutto sembra scollegato, ma se ciò non fosse?

Mentre qualcuno cerca di mettere a tacere gli animi agitati, prepariamoci ad affrontare un nuovo Sessantotto 4.0, i tempi sono maturi.

 


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