Si avvicinano le elezioni: sembra di essere in una competizione ciclistica


di Gian Piero Bonfanti

L’ARROGANZA E LA SICUREZZA DI SÉ SONO STATI FATALI PER IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO USCENTE

Il 25 settembre prossimo andremo al voto ma la meta è ancora lontana. Molto si è detto degli errori di Draghi, dei doppi giochi e degli accordi nelle sedi del parlamento, dei franchi tiratori e di coloro che sono rimasti fedeli alla loro linea. Si è detto tutto ed il contrario di tutto, di fatto però non è stato sottolineato che in questi giorni abbiamo potuto assistere ad una dimostrazione di alta politica, un’arte oramai dimenticata e considerata quasi superflua. Infatti durante gli ultimi anni è stata proprio la mancanza di una vera e propria capacità politica ad aver ridotto il nostro Paese in condizioni di emergenza.

Nella lingua greca πολιτική è la scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica. Mario Draghi ha proprio peccato in questo, ovvero ha ostentato troppa sicurezza come colui che è abituato a comandare e che non ha bisogno dei consensi del popolo.

Ebbene, l’arroganza e la sicurezza di sé sono stati fatali per il Presidente del Consiglio uscente, e c’è chi, con molta maestria, ha tirato fuori le unghie e con una mossa da manuale ha rimesso in “fila le pedine”. In Parlamento, che non è luogo per dittatori, bisogna fare politica, ed è necessario esserne capaci.

Ora però incomincia il “bello”, ci avviciniamo al rush finale, come in una corsa ciclistica. Sin qui la gara è stata dura, le lotte intestine tra partiti hanno demolito la fiducia del popolo verso le classi politiche, il traguardo sembra lontano, inarrivabile, quasi come un miraggio. Il fiato corto e il poco tempo rimasto sembrano essere avversi a coloro che vogliono vincere per “cambiare il sistema”. Ma è ora di “farsi tirare la volata”, è questo il momento in cui i gregari possono fare la differenza. Il gioco deve essere di squadra, è necessario unire le forze per poter fare la differenza.

La continua frammentazione in partiti e partitucoli dello zero virgola sono la tomba della possibile vittoria. Questa elezione potrebbe essere l’unica e l’ultima per quanto ne sappiamo oggi, nulla oramai è più scontato. È necessario più che mai agire compatti e trovare accordi che vengano poi rispettati. E quali altri argomenti se non quelli legati alla sfera valoriale?

Se tutto viene messo in fila come si deve, seriamente e senza doppi giochi, si può combattere il nemico numero uno delle elezioni prossime: l’astensionismo. Allora sí che potremo vedere i nostri velocisti sollevarsi sui pedali e con le ultime forze compiere lo scatto finale per la vittoria. In fondo, la gara non è mai vinta sino all’ultimo momento e non è mai persa fintanto che qualcun altro taglia il traguardo.

 


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