Un’altra università “cattolica” degli Stati Uniti diffonde tesi abortiste: dov’è la coerenza?


di Angelica La Rosa

LA DERIVA PRO-ABORTO DI ALCUNE UNIVERSITÀ “CATTOLICHE” NEGLI STATI UNITI

L’Università di Notre Dame, nello Stato dell’Indiana, è uno degli atenei statunitensi che, presentandosi come “cattolico”, dovrebbe a insegnare la dottrina naturale e cristiana, compresa l’intangibilità della vita umana innocente fin dal concepimento. Purtroppo, però, allo stesso modo di altre università del Nord America, anche questa istituzione privata ma legata alla Chiesa lascia che alcuni suoi docenti diffondano tesi pro-aborto sotto mentite spoglie di difendere i “diritti delle donne”.

Alcuni docenti, infatti, hanno recentemente pubblicato articoli e post nei quali sostengono la legalizzazione dell’aborto e ne condannano il divieto in quanto “violenza contro le donne“. Il peggio è che tali articoli e contenuti sono stati ripresi all’account Twitter ufficiale dell’università di Notre Dame, dando così una “copertura” e approvazione istituzionale a tali tesi incompatibili con  il diritto naturale e cristiano.

Le professoresse Tamra Kay e Susan Ostermann sono addirittura arrivate a definire l’aborto legalizzato come una conquista “coerente con lo sviluppo umano“, in quanto realizza la “giustizia sociale” nel rispetto della “dignità intrinseca della donna“.In un successivo articolo Kay ed Ostermann, insieme alla sociologa Tricia Bruce che è professore associato del Center for the Study of Religion and Society dell’Università di Notre Dame, hanno affermato che gli aborti legali avrebbero salvato la vita di molte donne e addirittura ridotto il numero complessivo di “interruzioni volontarie di gravidanza”.

Nonostante l’università si sia impegnata a riconoscere la santità della vita umana anche in materia di aborto, entrambi gli articoli sono stati ripresi dall’account Twitter ufficiale dell’Office of Outreach and Communication di Notre Dame.

L’aborto, però, hanno obiettato i membri del gruppo pro-vita Notre Dame Right to Life, “è un attacco diretto e selettivo alla dignità della vita umana” e, pertanto, dovrebbero essere condannati dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti non solo gli articoli ma l’illegittimità stessa di riprenderli nei canali social di una università “cattolica”. Sostenere la legalizzazione dell’aborto, infatti, stride evidentemente con gli insegnamenti costanti del Magistero della Chiesa.


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