Sarà Dio a giudicarci al termine della nostra vita

di don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DI MARTEDÌ 23 AGOSTO 2022

Dal vangelo secondo Matteo (23, 23-26)

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito». 

COMMENTO

Prosegue l’invettiva di Gesù contro gli scribi e i farisei, che vivono una religiosità tutta basata sull’apparenza, priva di un vero affetto per il Signore e di un reale rispetto per i suoi comandamenti. Quello che interessa a scribi e farisei è apparire in modo positivo agli occhi degli altri uomini. La loro religiosità, tutta apparente, non li aiuta ad avere un vero e vivificante rapporto con Dio. Anche noi cristiani, seppure in modo diverso, rischiamo di cadere nello stesso errore. È la cosa più stupida che si possa fare. Perché l’ipocrita, in fondo, dimostra di temere maggiormente il giudizio degli uomini che quello di Dio. E questo è folle, perché non saranno certo gli uomini ma sarà Dio a giudicarci al termine della nostra vita, e a decidere del nostro destino eterno.

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