È necessario togliere dal dialogo con Dio ogni presunzione

di Angelica La Rosa

IN LIBRERIA “LODE. PREGHIERA DEL PECCATORE CHE SI RIVOLGE A DIO” DEL CARD. CARLO MARIA MARTINI

“È necessario togliere dal dialogo con Dio ogni presunzione, tutto ciò che crediamo di aver imparato e di possedere. Dobbiamo entrare nella preghiera come poveri, non come possidenti. Ogni volta che ci presentiamo davanti a Dio, ci presentiamo come assolutamente poveri; credo che, tutte le volte che non lo facciamo, la nostra preghiera ne soffra, diventi più pesante, sia carica di cose che la disturbano. È necessario entrare davanti a Dio veramente in stato di povertà, di spogliazione, di assenza di pretese: Signore, non sono capace di pregare e se tu permetterai che io stia davanti a te in uno stato di aridità, di attesa, ebbene benedirò questa attesa, perché tu sei troppo grande perché io ti possa comprendere. Tu sei l’Immenso, l’Infinito, l’Eterno: come posso io parlare con te?”.

Così scriveva il card. Carlo Maria Martini (1927-2012), gesuita e biblista, che è stato dal 1979 al 2002 arcivescovo di Milano.

Il suo pensiero è stato sempre caratterizzato dal primato della Parola di Dio, tanto da avviare fin dal 1980 nella sua diocesi la pratica della Scuola della Parola, ispirata al metodo classico della Lectio divina. Sapeva accostarsi alla Bibbia tenendo in conto sia la sua complessità testuale che la sua dimensione contemplativa e orante, acquisendo così la capacità di confrontarsi e dialogare con le esigenze e i problemi della vita quotidiana.

Questo si nota anche nel libro “Carlo Maria Martini, Lode. Preghiera del peccatore che si rivolge a Dio” (Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2022, 176 pagine, euro 12), curato da Enrico Impalà.

“Ecco un ‘breviario’ per la preghiera quotidiana, un libretto composto principalmente da riflessioni e preghiere del cardinal Carlo Maria Martini. Quattro settimane, un tema al giorno. I temi maggiori sono tratti dai salmi. Un salmo (o una parte di salmo) introduce la riflessione e la preghiera quotidiana. Nel primo giorno della settimana, la domenica, troviamo il tema Gloria, poi Creazione (lunedì), Lavoro (martedì), Pellegrinaggio (mercoledì), Bontà (giovedì), Sofferenza (venerdì), Silenzio (sabato). Qual è dunque la finalità di questo ‘breviario’? Aiutare la preghiera personale”, scrive nell’introduzione il curatore Enrico Impalà.

Le riflessioni del cardinal Martini presenti in questo libretto accompagnano dunque i salmi, presi in considerazione come tehillim (“canti di lode”), piuttosto che psalmoi (“canti da accompagnarsi con strumenti a corda”). Non bisogna però dimenticarsi che la preghiera di lode si compone anche di domande, come ancora diceva bene Martini: “Sempre mi chiedo a che serva la preghiera. Se Dio sa già tutto, perché raccontarglielo? Se Dio è così buono, perché insistere con lui? Non è tanto facile trovare risposte che convincano razionalmente; tant’è vero che alcuni per questo motivo si rifugiano nella sola preghiera di lode, di amore. In realtà però la preghiera di lode, se vuol essere preghiera cristiana, è anche preghiera di domanda, preghiera del peccatore che si rivolge a Dio” (I vangeli. Esercizi spirituali per la vita cristiana, Bompiani, Milano 2018, p. 218).

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