In Germania vorrebbero ordinazioni femminili, vescovi anche gay e rottura della natura gerarchica

di Angelica La Rosa

NUOVA INQUIETANTE FASE DEL «CAMMINO SINODALE» TEDESCO: UNA PARTE DELLA CHIESA IN MARCIA VERSO L’ERESIA?

Quando sembrava che si fosse toccato il fondo, la IV Assemblea sinodale del Cammino sinodale tedesco arriva con più colpi di scena. Tra un paio di settimane si riunirà per la quarta volta, a Francoforte, dall’8 al 10 settembre.

Secondo il Die Tagespost (DT) i testi di base sono stati inviati ai membri sinodali nelle ultime settimane e sono stati pubblicati anche sul sito web del Cammino sinodale. Fondamentalmente riguardano l’uguaglianza di genere e il conferimento ai laici di maggiori poteri decisionali.

L’avvertimento della Segreteria di Stato della Santa Sede di non poter cambiare la dottrina né mettere in pericolo l’unità della Chiesa è così caduto nel vuoto.

Adesso si attende, con particolare preoccupazione, il dibattito all’interno del previsto Consiglio sinodale, che mira a interferire con la costituzione episcopale della Chiesa cattolica.

Secondo DT, i vescovi si dimetterebbero volontariamente e cederebbero le loro responsabilità a un consiglio. L’obiettivo di molti sinodali è, tra l’altro, quello di eleggere loro stessi il proprio vescovo, stabilire un diritto di decisione per i laici nella Chiesa e consentire loro di amministrare il battesimo e l’unzione degli infermi, nonché la cura del matrimonio.

Il testo dice letteralmente che, attraverso un auto-impegno di vescovi e pastori, “l’interazione di corresponsabilità e l’ufficio di guida deve diventare vincolante” e deve essere costituito un “corpo normativo di controllo giudiziario a un livello superiore”, che dovrebbe richiedere un “auto-impegno del Papa”. Secondo gli oramai eretici “cattolici sinodali” tedeschi, il diritto canonico dovrebbe essere ulteriormente cambiato in modo tale che “l’aspetto dei diritti fondamentali di tutti i credenti sia di importanza centrale e fondamentale, in giusta analogia con i diritti fondamentali nel diritto statale”.

Tra questi diritti, inutile sottolinearlo, i testi sinodali sollevano anche rivendicazioni legate alla transessualità e all’omosessualità. La bisessualità deve lasciare il posto a un’apertura a tutti i possibili generi non binari in base al genere (trans e intersessualità). Analogamente alla legge tedesca, nel registro di battesimo dovrebbe essere possibile la registrazione di genere “diverso” o il cambio di genere e nome.

DT prosegue affermando che i sinodali vogliono che il trattamento dell’omosessualità nella Chiesa sia aperto e siano superati “gli errori del passato”. Ai vescovi non eterosessuali dovrebbe essere consentito di uscire allo scoperto in modo che “la diversità nell’episcopato sia ugualmente visibile”. I Vescovi e i responsabili della formazione sacerdotale dovrebbero, inoltre, adoperarsi affinché “sia revocato il divieto di formazione e ordinazione di uomini non eterosessuali a livello della Chiesa universale e affinché tutte le dichiarazioni negative sul loro orientamento sessuale siano superate“.

Anche la consacrazione delle donne è richiesta con veemenza, per superare “la discriminazione delle donne nella storia” e il “clericalismo maschile”. Inoltre, i sinodali tedeschi chiedono che sia promossa la prevenzione degli abusi contro le donne e che siano definite misure concrete per l’applicazione di queste norme. Dimenticano colpevolmente che la maggior parte delle vittime all’interno della chiesa sono maschi in età prepuberale abusati da adulti dello stesso sesso, e dunque omosessuali.

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Ma questa chiesa ” germanica”, posta di fronte ai duemila anni di storia del cristianesimo, con gli interrogativi, i dubbi, le riflessioni, le meditazioni, il discernimento, la patristica, la vita dei santi, il martirio dei tanti cristiani immolatisi sull’altare della fede, la fede appunto, ma quale ? Quella di un Dio omologabile ai ” capricci” dell’uomo, quindi accondiscendente, oppure un Dio e una fede che non scende a compromessi !!!

Lutero di ritorno, in salsa gay ?