Una medicina che penalizza le donne

di Angelica La Rosa

LA MEDICINA PENALIZZA LE DONNE? ECCO LE PROVE DI UNA “SCOMODA VERITÀ” E ALCUNE PROPOSTE DI SOLUZIONE 

Esce oggi in libreria “Una medicina che penalizza le donne. Le prove di una scomoda verità e alcune proposte di soluzione” (Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2022, 266 pagine, euro 20) di Silvio Garattini, noto farmacologo e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri IRCCS” e Rita Banzi, ricercatrice presso lo stesso Istituto.

Gli autori presentano e analizzano il problema di una “medicina al maschile” – ovvero orientata alla miglior prevenzione e terapia possibile dell’universo maschile, trascurando quello femminile – e offrono piste di soluzione per un’ingiustizia che è ormai diventata una sfida, scientifica, culturale e politica. Alla attuale conoscenza, ormai approfondita, delle differenze tra organismo e fisiologia maschili e femminili, non corrisponde infatti un’adeguata attenzione da parte della ricerca medica e farmacologica. Esse dovrebbero mettere in campo strategie nuove perché le donne ricevano adeguata attenzione e adeguate cure. Insomma: i protocolli di cura e la produzione dei farmaci sono tutti orientati alla miglior prevenzione e terapia possibile… per i maschi!

In definitiva, secondo Garattini e Banzi, la nostra è una medicina che discrimina l’universo femminile, con conseguenze anche gravi sulla protezione del benessere e della salute delle donne.

Nel libro vengono trattati quindi vari aspetti connessi alla tesi di fondo esposta dagli autori: dalle differenze anatomiche e fisiologiche tra maschi e femmine e il rispettivo “ammalarsi diversamente” a quelle di genere nel consumo e nella tossicità dei farmaci e delle sostanze contaminanti, per concludere con l’esame dei diversi effetti delle malattie mentali fra uomini e donne. Fra le soluzioni di fondo è esposto il criterio generale di tenere conto in tutti i loro aspetti delle differenze di genere nella prevenzione, nello screening, negli approcci diagnostici e nell’attenzione complessiva alla salute.

 

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