Il sen. Romeo (Lega): “necessitiamo di fare figli, altrimenti saremo destinati all’estinzione”

di Gian Piero Bonfanti

IL SENATORE MASSIMILIANO ROMEO E LA DIFESA DEI VALORI NON NEGOZIABILI

Già consigliere regionale della Lombardia dal 2010, nel 2018 ha inizia il suo mandato come senatore e capogruppo della Lega – Salvini premier al Senato. Stiamo parlando del senatore Massimiliano Romeo che ha accettato l’intervista di Informazione Cattolica.

Il sen. Romeo, sin dagli esordi in politica, è sempre stato in prima linea per la difesa dei diritti non negoziabili e lo ricordiamo durante i Family Days quando l’abbiamo visto portare il gonfalone della Regione Lombardia.

Il primo luglio del 2014, insieme all’avv. Gianfranco Amato, ha scritto la famosa mozione 263 in difesa della famiglia naturale e contro l’ideologia gender, approvata dalla Regione Lombardia dall’allora presidente Roberto Maroni. Ancora oggi il senatore Romeo si contraddistingue per il suo costante impegno su questi temi etici.

Senatore Romeo l’aspetto economico del nostro Paese è un tema scottante, considerate le diverse difficoltà incontrate negli ultimi anni. Le imprese sono in estrema difficoltà grazie anche ai costi sempre più elevati dell’energia. Il suo partito porterà avanti programmi in continuità con il Governo uscente oppure ci sono proposte per le industrie e per le medio-piccole imprese? 

Come Lega abbiamo sempre tenuto in alta considerazione imprese, lavoratori e famiglie. Per quanto riguarda il mondo del lavoro sono previsti interventi anche importanti, proprio al fine di arginare questa profonda crisi che ci accompagna oramai da anni. In primo luogo è necessario tutelare il nostro sistema produttivo. Non possiamo permetterci che le imprese chiudano o che e le produzioni si fermino, sarebbe un dramma per il paese. Per questo insistiamo affinché si intervenga subito anche ricorrendo all’indebitamento. E poi le imprese si aspettano un intervento strutturale sulla riduzione del cuneo fiscale per lasciare più risorse nelle tasche degli italiani.

La vaccinazione obbligatoria è stato un tema che ha diviso l’Italia. Ma, per esempio, si può essere a favore dei vaccini pur non condividendo il green pass. Come si può anche non essere vaccinati senza dover subire delle vere e proprie condanne. Ci può dire quale è il suo pensiero a riguardo?

Come Centrodestra su questo tema siamo stati molto chiari e nel programma abbiamo scritto che per contrastare la pandemia occorre promuovere comportamenti virtuosi senza compressione delle libertà individuali. L’importanza dei vaccini non è in discussione. Teniamo però a ribadire che il nostro principio come Lega è convincere e non costringere. Senza dimenticare il ruolo fondamentale delle cure precoci e domiciliari.

Veniamo ad un aspetto che interessa tutto il mondo pro-life e che sicuramente ha fatto fare un balzo sulla sedia al cosiddetto mondo pro-choice. Abbiamo letto la notizia del “Ddl Romeo”, che si pone in difesa di tutti i diritti rivendicati per anni dalle varie associazioni cattoliche le quali si sono battute in difesa della famiglia naturale e della vita nascente. Ci può dire qualcosa in merito al Ddl 2137 a sua prima firma?

È un disegno di legge che come dice lei raccoglie tutte le istanze del mondo pro-life di tutti questi anni. Su un tema importante come quello della famiglia non bisogna intervenire in maniera ideologica come fa la sinistra ma occorre essere costruttivi, pragmatici e usare buon senso. Era necessario porsi con determinazione tramite proposte concrete per la famiglia e per tutti quei valori non negoziabili. Il 21 Settembre a Varese, c/o l’Istituto De Filippi, in via Don Luigi Brambilla, alle ore 21.00, verrà presentato nello specifico assieme all’avv. Gianfranco Amato.

Abbiamo letto che il ddl prevede aiuti concreti per le famiglie ed incentivi per le coppie giovani che intendono sposarsi. Come si potrebbe rispondere a coloro che non intendono fare il passo del matrimonio e che possono ritenere questo ddl discriminatorio?

Non vi è alcuna discriminazione. Se una giovane coppia si vuole sposare è giusto aiutarla per creare le basi di una famiglia atta alla procreazione. Il problema gigantesco che abbiamo nel nostro paese è l’inverno demografico, necessitiamo di fare figli, altrimenti saremo destinati all’estinzione. Il governo deve intervenire attivamente a riguardo e questo ddl è veramente innovativo ed a favore della famiglia tradizionale.

Nel ddl si pone l’accento sulla differenza tra papà e mamma ed il diritto per un bambino di crescere in un una famiglia naturale «fondata sul matrimonio tra uomo e donna». Teme delle ripercussioni per aver avuto il coraggio di elaborare un disegno di questo tipo?

Nel disegno di legge è previsto il «divieto di utilizzare nei documenti ufficiali definizioni surrettizie dei termini madre e padre» (quali i fantomatici genitori 1 o 2 e via dicendo). La pena prevista per i funzionari e i dipendenti pubblici che non ottemperassero la disposizione sarebbe una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 10.000 euro. Vogliamo assumere una vera e propria posizione decisa che nessuno fino ad ora ha osato intraprendere. Auspico anche che questa iniziativa possa portare ad una controtendenza.

Si aspetta che tutte le forze che oggi hanno un approccio indeciso su questi temi, prenderanno coraggio per supportare e votare questo ddl che si pone in totale difesa della vita contro una serie di leggi mortifere che hanno causato un fenomeno di denatalità nel nostro paese?

Si, credo che presentando questo disegno di legge che prevede interventi concreti come l’istituzione di un fondo per il sostegno alla natalità, agevolazioni fiscali alle famiglie per acquisto o locazione della casa, finanziamenti per l’acquisto di veicoli, la promozione di asili nido aziendali, politiche di conciliazione lavoro-famiglia, incentivi per l’assunzione di giovani donne e l’introduzione del fattore famiglia per spostare la tassazione dalla singola persona al nucleo famigliare, molte persone prenderanno coraggio. Credo anche che questo ddl possa fungere da apripista a livello internazionale ed auspico che sia da esempio per poter invertire una tendenza oramai conclamata e votata a leggi contro la vita. Sino ad oggi nessuno in politica si è posto così frontalmente andando a toccare tutti i punti rivendicati da anni da coloro che hanno avuto il coraggio di portare in piazza il loro dissenso.

Ci può dire in questa tornata elettorale dove sarà candidato e quali sono le sue aspettative?

Alle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 sarò candidato al Senato nel collegio uninominale Lombardia – 01 (Varese) per la coalizione centro-destra. Ciò che potrà succedere è imprevedibile anche se i sondaggi ci pongono in una posizione di vantaggio. Auspico che gli elettori si rechino numerosi alle urne e che indichino la loro preferenza. Come dico sempre chi vincerà governerà, poi chiaramente spero che la vittoria giunga per la nostra squadra. Speriamo anche che si possa avere finalmente un vero governo politico scelto dagli elettori.

 

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