Altra persecuzione islamica: il Governo algerino ordina la chiusura della Caritas

Altra persecuzione islamica: il Governo algerino ordina la chiusura della Caritas

di Angelica La Rosa

SECONDO LE AUTORITA’ DI ALGERI LA CARITAS OPEREREBBE “FUORI DALLA LEGGE

Il governo algerino ha ordinato, a partire dallo scorso primo ottobre, la chiusura della Caritas nel Paese accusandola di “lavorare fuori dalla legge”. Il governo del Paese, la cui popolazione è musulmana sunnita per il 98%, non ha dato spiegazioni precise sulla chiusura totale e definitiva dell’organizzazione “Caritas Algeria” in tutta la nazione nordafricana.

La notizia è stata condivisa dalla stessa Chiesa Cattolica in Algeria attraverso un comunicato dell’Arcivescovado di Algeri, che è stato firmato anche dall’Arcivescovo emerito di Algeri e Presidente dell’Associazione Diocesana d’Algeria, Paul Desfarges, annunciando la chiusura “completa e definitiva” “dell’ente.

Chiaramente la decisione non è stata presa dalle autorità ecclesiastiche, ma dal governo algerino, che ha dato l’ordine senza offrire spiegazioni dettagliate ai vescovi del Paese. Nel testo del comunicato si legge: «Naturalmente la Chiesa cattolica resta fedele alla sua missione caritativa a servizio della fraternità», in unione «con tutti gli uomini di buona volontà». Caritas Algeria, infatti, era una fondazione cattolica algerina senza scopo di lucro volta a fornire aiuto e carità alle comunità e alle persone bisognose.

Secondo i vescovi algerini “la fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello che deve sostenere e amare. Per fede in Dio, che ha creato l’universo, le creature e tutti gli esseri umani – eguali per la sua misericordia – il credente è chiamato ad esprimere questa fratellanza umana, proteggendo il creato e l’intero universo e aiutando tutti gli uomini, specialmente i più bisognosi e poveri“.

La Chiesa cattolica d’Algeria conclude il comunicato, ringraziando “tutte le persone che hanno contribuito negli anni e in modi diversi a dare vita a quest’opera al servizio dei più vulnerabili e del popolo algerino“.

Sebbene il governo non abbia rivelato le ragioni ufficiali, diverse fonti locali ipotizzano che alla radice possano esserci misure per reprimere le organizzazioni non governative straniere, come informa l’Agenzia Fides. Le comunicazioni pervenute al ministero dell’Interno parlavano di riferimenti generici a “insabbiamenti” che la Chiesa cattolica avrebbe fatto di un’organizzazione non autorizzata che operava “fuori legge”, senza specificare alcuna norma violata.

I cattolici algerini ritengono che, invece di agire in modo ospitale nei confronti della Chiesa, queste misure si basino sulle continue restrizioni che la politica generale sta adottando negli ultimi tempi nei confronti delle ONG multinazionali e straniere.

La Caritas era arrivata nel paese africano con l’intenzione di portare aiuto, protezione e sostegno alle popolazioni più vulnerabili e povere. Ma, a quanto pare, questo non interessa al governo algerino.

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