Un altro atto “meschino e anti-democratico” di Mario Draghi: la Strategia Nazionale Lgbt+

Un altro atto “meschino e anti-democratico” di Mario Draghi: la Strategia Nazionale Lgbt+

di Angelica La Rosa

MASSIMO GANDOLFINI (FAMILY DAY): “IL NUOVO GOVERNO NON SEGUA DIRETTIVE IDEOLOGICHE GIÀ BOCCIATE DAGLI ELETTORI

Il Governo Draghi, su proposta del Ministro renziano Elena Bonetti ha varato in extremis un ddl Zan mascherato, approvando la cosiddetta Strategia Nazionale Lgbt+ 2022-25. Un governo uscente, mai votato da nessuno, abbondantemente bocciato dalle ultime elezioni politiche del 25 settembre, vorrebbe impegnare per i prossimi tre anni gli italiani su temi altamente sensibili e che hanno più volte spaccato l’opinione pubblica nazionale.

Secondo Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlusè un vergognoso regalo in extremis alla lobby Lgbt giunto dopo l’esito delle elezioni del 25 settembre, che hanno chiaramente espresso una maggioranza contraria alle politiche ‘arcobaleno’ della sinistra. Ci aspettiamo che il Governo Meloni vagli con attenzione questo documento e trattenga solo ciò che è effettivamente finalizzato al contrasto delle discriminazioni sociali, stralciando qualsiasi riferimento all’ambito scolastico, che consentirebbe alle associazioni Lgbt di continuare a entrare indisturbate nelle scuole, come fanno da anni, per diffondere l’ideologia gender e l’agenda politica connessa. L’80% degli italiani chiedono la difesa della libertà educativa della famiglia contro ogni forma di colonizzazione ideologica“.

Coghe si augura che il prossimo Ministro dell’Istruzione “sia una persona non solo dotata di visione e competenze d’area, ma politicamente schierata contro abusi come la ‘carriera alias’ e i ‘bagni gender’ che proliferano nelle scuole”. Così la voce sulla possibile nomina al Miur della Senatrice Anna Maria Bernini, “più volte legittimamente orientata verso l’accoglienza delle istanze del mondo Lgbt, sarebbe un segnale politico fortemente critico verso l’associazionismo familiare”, secondo Pro Vita & Famiglia.

Il dottor Massimo Gandolfini (Family Day) invita il nuovo governo a non seguire le direttive ideologiche volute da Draghi e bocciate dagli elettori. “Il testo è un ddl Zan mascherato – ha affermato il neurochirurgo e psichiatra -, che parte dal presupposto che gli italiani siano un popolo omofobo da rieducare e che assume per buone tutte le controverse teorie propugnate dalle associazioni LGBT più radicali – che partecipano a un tavolo di ascolto nazionale – che non hanno mai nascosto sia di battersi per la legalizzazione di pratiche come l’utero in affitto e l’eterologa per tutti e per l’introduzione della carriera Alias nelle scuole di ogni ordine e grado. Il testo ha molti aspetti liberticidi poiché pianifica l’ingerenza nel campo educativo, medico-scientifico e in quello dei media tramite ‘la formazione dei produttori di cultura’. C’è il serio rischio che un giornalista non possa più dire, salvo essere accusato di omofobia, che un bambino ha il diritto a non essere venduto tramite la maternità surrogata, che ha bisogno di un padre e una madre e che non deve essere esposto a strampalate teorie gender che indicano, anche ai bambini molto piccoli, più di 50 generi di riferimento a cui aderire“.

Secondo il leader del Family Day “molti sono i punti controversi di una strategia che entra nelle scuole, nelle istituzioni e anche nei posti di lavoro senza essere passata per il parlamento. Il ddl Zan è stato bocciato anche da una parte della sinistra proprio per i suoi aspetti più liberticidi e per la distruzione del concetto di sesso biologico, criticata dalle femministe. Farlo rientrare dalla finestra a legislatura ormai chiusa è un atto meschino e anti-democratico che non rispetta il volere degli elettori che hanno punito le forze che hanno fatto di questi temi la loro bandiera. Ribadiamo che ci sono già tutti gli strumenti giuridici per colpire chi usa violenza e discriminazioni contro gli omosessuali e questi vanno implementati con la massima severità contro chi ancora discrimina in base all’orientamento sessuale. Altra cosa è imporre una visione ideologica della famiglia e relativizzare l’identità sessuata biologica tramite iniziative dettate dalle associazioni LGBT. Tutto questo è già stato bocciato dagli elettori che hanno dato bel altro mandato al prossimo Governo Meloni“.

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