La verità e il rispetto non sono annunziati dagli amplificatori più potenti…

La verità e il rispetto non sono annunziati dagli amplificatori più potenti…

di Nicola Sajeva

MENTRE CI SI ACCALORA TANTO PER SALVAGUARDARE L’AMBIENTE, NON CI S’IMPEGNA ABBASTANZA PER TRASMETTERE LA RICCHEZZA CULTURALE CONTENUTA NEL GIUSTO RISPETTO DELLE IDEE DELL’ALTRO E DELLA COSA PUBBLICA

Rispetta!

Questo imperativo categorico va incontro ad una delle emergenze negative che sembrano caratterizzare la nostra convivenza. Mentre ci si accalora tanto per evidenziare il problema delle piante e degli animali, per salvaguardare il nostro prezioso patrimonio faunistico e floristico, non ci s’impegna abbastanza per trasmettere la ricchezza culturale contenuta nel giusto rispetto delle idee dell’altro e della cosa pubblica.

Se sono importanti tutti i problemi che interessano l’ambiente in cui viviamo, altrettanto importanti sono i rapporti interpersonali, che danno il polso della crescita della civile convivenza. Siamo immersi in un sistema democratico dove a tutti dovrebbe essere concesso spazio per liberare le potenzialità personali, e invece si continua a sottovalutare il contributo che ognuno di noi, con la ricchezza della sua identità personale, può mettere a disposizione di tutti.

Il problema è molto complesso: interessa principalmente quelle istituzioni che hanno l’insostituibile compito di incidere nel processo di formazione della nostra personalità.

La scuola, la famiglia, la parrocchia, i campioni dello sport, i rappresentanti politici e tutte le altre realtà dove ci s’incontra per programmare, per individuare traguardi, per mettere a punto metodologie, non possono non tenere in considerazione la grande incidenza, il grande valore del rispetto che sottintende umiltà, tolleranza, incontro, apertura, buona volontà, altruismo, tensione verso il bene comune.

Se togliamo queste perle preziose dall’acconciatura che ogni società sceglie per evidenziare la propria identità, lasceremo spazi vuoti dove facilmente andranno a materializzarsi l’indifferenza, la grossolanità, il conformismo, la tendenza a sopravvivere, l’incertezza e tutte le altre ombre che danzeranno beffarde e sazie per il vuoto esistenziale che saranno riusciti ad evocare.

Il rispetto, dunque, rimane l’atteggiamento indispensabile per acquisire contenuti di ogni progetto che miri all’elevazione spirituale dell’animo umano. La legalità, le pari opportunità, il confronto politico, i momenti propositivi di ogni diversità, trovano nell’arte di rispettare gli equilibri giusti, la loro completa realizzazione. I continui battibecchi televisivi su ogni questione rappresentano ancora un’occasione per mettere in vetrina una grande carenza del rispetto reciproco. Non ci meravigliamo più di tanto se consideriamo il poco spazio che, nella programmazione educativa viene concesso alla capacità di rispettare uomini e cose.

Se la cosa pubblica non è adeguatamente rispettata, se le esigenze dei deboli rimangono puntualmente senza risposta, se possiamo dissertare liberamente per datare l’inizio della vita umana e attribuirgli, da quel momento, la dignità di persona, se possiamo congedare con un sorrisino di compatimento i cattolici che si ostinano a considerare uomo l’ovulo appena fecondato, vuol dire che qualcosa non funziona, vuol dire che i vari progetti educativi non sono in grado di rappresentare la giusta terapia.

Il rispetto precede e accompagna la libertà: senza rispetto la libertà può solo far sventolare la bandiera bianca della resa, del ripiego, della ritirata. La libertà è fonte di vita per le maggioranze, ma è fonte di vita principalmente per le minoranze. La libertà è in continuo rapporto dialogico con la verità. E la verità non sempre è annunziata dagli amplificatori più potenti.

Dove è mai la libertà se la dignità, il valore, l’apprezzamento, la stima dell’uomo possono venire liberamente soppesate, tenendo conto delle sue idee politiche e religiose?

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