Pedro Castillo fallisce il suo colpo di stato in Perù e viene arrestato

di Angelica La Rosa

I VESCOVI PERUVIANI HANNO CHIESTO LA DIFESA DELL’ORDINE COSTITUZIONALE

José Pedro Castillo Terrones, politico, sindacalista e insegnante peruviano, presidente della Repubblica del Perù dal 28 luglio 2021, è stato arrestato lo scorso 7 dicembre dopo aver sciolto il Congresso peruviano quando mancavano solo tre ore all’inizio del dibattito in Parlamento sulla sua possibile destituzione (il Parlamento avrebbe dovuto esaminare una mozione di impeachment), in quello che è stato considerato da tutte le istituzioni del Paese come un tentativo di colpo di Stato.

Dopo l’annuncio di Castillo di sciogliere il Parlamento, e di fronte alla cascata di dimissioni nel suo governo e pronunciamenti contro il tentativo di colpo di stato, in una dichiarazione congiunta firmata dal Comando delle Forze Armate e della Polizia, i responsabili hanno chiarito di non sostenere il tentativo di Castillo. Dalle Forze Armate e dalla Polizia, infatti, hanno scritto d’essere “rispettosi dell’ordine costituzionale stabilito. Ogni atto contrario all’ordine costituzionale genera inadempimento”.

José Pedro Castillo Terrones

 

Il presidente della Corte costituzionale, Francisco Morales, ha invitato le Forze armate del Paese a “ripristinare l’ordine costituzionale” e ha assicurato che “c’è stato un colpo di stato nel più puro stile del 20° secolo”.

Un totale di 101 membri del Congresso alla fine ha votato a favore della mozione di posto vacante del presidente Pedro Castillo, con solo 6 voti contrari e 11 astenuti. Dina Boluarte, primo vicepresidente, adesso dovrebbe assumere la presidenza.

Successivamente, la Procura ha arrestato Pedro Castillo presso la sede della Prefettura di Lima, dove si era trasferito con la sua famiglia e l’ex primo ministro Aníbal Torres, che funge da suo avvocato.

Tra le reazioni spicca la Conferenza episcopale peruviana (CEP). Con un pronunciamento, il Consiglio permanente della CEP ha definito incostituzionale e illegale la decisione del signor Pedro Castillo Terrones di “sciogliere il Congresso della Repubblica e istituire un governo di emergenza eccezionale”. Allo stesso tempo, i Vescovi del Perù hanno esortato le istituzioni tutelari del Paese ad assumere pienamente le loro funzioni costituzionali per proteggere e salvaguardare la democrazia.

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