Anche American Girl, produttrice di bambole di qualità, promuove il transgenderismo

di Angelica La Rosa

UN NUOVO LIBRO A CURA DELL’AZIENDA, DAL TITOLO “A SMART GIRL’S GUIDE: BODY IMAGE”, RIVOLTO ALLE RAGAZZINE DAGLI 8 AGLI 11 ANNI, PROMUOVE L’IDEOLOGIA GENDER

Anche American Girl, la nota società che produce bambole di qualità e rappresenta la storia americana si è messa a promuovere il transgenderismo. Un nuovo libro a cura dell’azienda, dal titolo “A Smart Girl’s Guide: Body Image”, rivolto alle ragazzine dagli 8 agli 11 anni, promuove infatti l’ideologia gender.

“Anche American Girl si è arrampicata sul carrozzone gender”, ha affermato la presidente del Ruth Institute, la dottoressa Jennifer Roback Morse. “I genitori sono ragionevolmente indignati dal fatto che l’azienda promuova il transgenderismo. È un tradimento dei valori di questa società”.

Il libro, di 96 pagine, dice alle ragazzine che il genere con cui si è nati potrebbe non essere la loro “identità di genere”, ma che devono esplorarla questa identità. La dottoressa Morse ha osservato che il libro sostiene che “va benissimo” cambiare “parti del corpo” che potrebbero fare “sentire a disagio” e “potresti voler cambiare il tuo aspetto”.

In sostanza, commenta la Morse, “il libro dice alle ragazze che se non si sentono a proprio agio con il loro aspetto, che possono vestirsi e comportarsi come un ragazzo, cambiare il loro nome e chiedere che vengano chiamate con pronomi diversi dal loro sesso biologico”. Il libro sostiene anche che “se non hai ancora attraversato la pubertà, il medico potrebbe offrirti una medicina per ritardare i cambiamenti del tuo corpo, dandoti più tempo per pensare alla tua identità di genere”.

“Stanno preparando i bambini a farmaci che bloccano la pubertà e infine a interventi chirurgici per alterarne l’aspetto”, ha commentato la dottoressa Morse. “In realtà, il genere con cui nasci è quello che avrai fino al giorno in cui morirai. La cosiddetta identità di genere è un costrutto ideologico. Molte giovani donne che hanno attraversato la ‘transizione’ sono arrivate a pentirsene. Ma, nella maggior parte dei casi, ciò che è stato fatto loro da adolescenti è irreversibile”.

La dottoressa Morse ha ricordato il caso di Chloe Cole, un’adolescente californiana, che precedentemente si identificava come “transgender”, e che ha subito una doppia mastectomia a 15 anni. Recentemente la ragazza ha testimoniato davanti a un tribunale in Florida ed ha spiegato che stava “inconsapevolmente tagliando fisicamente il mio vero io dal mio corpo, in modo irreversibile e doloroso”.

Secondo la dottoressa Morse “questa follia non è più confinata al governo e all’establishment medico. Ora Corporate America, che vuole essere vista come fredda e compassionevole, sta promuovendo l’avvelenamento chimico e la mutilazione chirurgica. Spero che le famiglie esprimano la loro disapprovazione boicottando American Girl”.

 

 

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