Il “cambiamento climatico” e la nuova mangiatoia dell'”economia green”

Il “cambiamento climatico” e la nuova mangiatoia dell'”economia green”

di Martino Mora

ABBIAMO DEGLI ECO-TERORISTI CHE SCRIVONO SUI GIORNALI E APPAIONO IN TV

Fa caldo? Sì, certo, siamo ad agosto. Fa mediamente un po’ più caldo del passato? Sì. Esiste il riscaldamento climatico? Certamente, è un dato oggettivo. Innegabile. Dipende dalla CO2? Forse sì, forse no, forse in parte. Non vi sono certezze assolute. Checchè ne dica la scienza di regime.

Tutti sanno infatti che dopo il Mille, quando non vi erano emissioni, vi fu un riscaldamento climatico non molto diverso da questo, tanto è vero che a Londra si coltivava la vite, cosa che dopo la piccola glaciazione del Trecento non fu più possibile.

Bisogna quindi darsi da fare e ridurre drasticamente le emissioni di CO2 in Europa, che sono solo il 10% di quelle totali del pianeta? No, ovviamente, se questo significa pagare un prezzo troppo alto. Per il 10% del totale non ne vale la pena.

Ma lo dice la scienza, ripetono in coro gli eco-teroristi che scrivono sui giornali e appaiono in tv. Cioè lo dicono gli scienziati, coloro che, senza uno straccio di prova certa, sostengono anche, apoditticamente, che deriviamo dalla scimmia. Eppoi non tutti: Carlo Rubbia e Antonio Zichichi (non esattamente gli ultimi arrivati) affermano che non possiamo essere certi che il riscaldamento sia dovuto a cause antropiche, cioè umane.

Thomas Kuhn (1922-1996) ha bene illustrato che la scelta di un determinato paradigma scientifico dominante dipende quasi sempre da motivazioni che non sono strettamente scientifiche. Quando cambiano le motivazioni, cambia anche il paradigma.

Tra queste motivazioni, oggi non secondaria è quella del dio quattrino. Si chiama, pudicamente, “economia green”. La nuova mangiatoia.

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