Campanella: “Padre Pio è stato un fedele interprete della Regola Bollata”

Campanella: “Padre Pio è stato un fedele interprete della Regola Bollata”

di Bruno Volpe

IL DIRETTORE DI TELE RADIO PADRE PIO: “IL SANTO NON STETTE MAI FERMO E AMAVA I FRATELLI CONCRETAMENTE

“Padre Pio? Fedele interprete della Regola Bollata”: lo dichiara in questa intervista che ci ha rilasciato il dottor Stefano Campanella, direttore di Tele Radio Padre Pio ed autorevole storico del santo con le stigmate.

Campanella, domani ricorre la memoria di San Pio da Pieltrelcina, questa sera a San Giovanni Rotondo la tradizionale veglia del Transito. Qual è il motivo ispiratore quest’ anno delle giornate dedicate a Padre Pio?

“Il tema che volentieri abbiamo messo al centro, è la celebrazione degli 800 anni della Regola Bollata che fu proclamata nel 1224 da Papa Onorio III il quale la approvò. La Regola Bollata era la Regola che disciplinava la vita dei francescani”.

Che relazione ha la Regola Bollata con Padre Pio?

“La relazione è di tutta evidenza. La Regola Bollata sarà al centro della vita e dell’ opera del santo, anzi è diventata il suo stile di vita. Questa regola si riduce a due punti essenziali che poi fanno parte integrante del Vangelo: amore verso Dio ed amore verso il prossimo. La prova reale e concreta che Padre Pio abbia amato Dio con tutte la sua anima e cuore è dimostrata dalle cinque piaghe che ebbe nel suo corpo tra mani, piedi e costato, le stesse piaghe di Cristo in croce”.

Parliamo dell’ amore verso il prossimo…

“Padre Pio non stette mai fermo e amava i fratelli, concretamente. Cito due esempi illuminanti. Parlo dal punto di vista materiale. Mise su un ospedale, CasaSollievo della Sofferenza per aiutare a guarire i malati e sofferenti o per lo meno alleviare le tribolazioni a chi era nella prova più difficile, in modo da rendere più accettabile l’ ultima ora. In secondo luogo, Padre Pio contribuì’ a lenire la povertà di San Giovannni Rotondo creando una scuola di formazione professionale che in 30 anni ha saputo dar lavoro a 3000 giovani, riuscendo a dargli un mestiere, e in questo ricorda lo stesso zelo relativo alla formazione professionale dei giovani, di San Giovanni Bosco”.

Come possiamo definirlo?

“Direi un esempio di coerenza soprattutto per i confratelli sacerdoti. Passava ore intere nel confessionale e per usare le sue stesse parole, tante confessioni finivano in conversioni. Gente che non si accostava da trent’ anni al sacramento della confessione vi tornava e cambiava vita. Dio si serviva di Padre Pio per far cambiare vita a gente che sino a quel momento aveva vissuto come se Dio non esistesse. Tanti rimanevano impressionati dal fatto che Padre Pio in confessione ricordava i loro peccati prima di ascoltarli”.

Tuttavia è stato attaccato ed anche dalla istituzione ecclesiastica…

“Spesso chi professa uno stile di vita coerente al Vangelo ed è rigoroso non piace al mondo . In ogni caso lo hanno attaccato quelli che non lo conoscevano, con calunnie ed atti di prepotenza. Nonostante questo, Padre Pio ha amato la Chiesa come madre e mai si è ribellato, anzi ha obbedito pazientemente. Ha saputo esercitare la difficile azione del perdono contro chi gli aveva detto e fatto del male. Un grande esempio di vita cristiana specie per i sacerdoti. E del resto questo ne ha fatto uno dei santi più popolari al mondo tanto che in ogni paese è facile trovare una sua statua. Non ha avuto una vita facile”.

Questa sera dalle 18 alle 2 si terrà la tradizionale Veglia del Transito, mentre domani 23 ci saranno tre messe solenni, la prima alle 7,30 celebrata da Monsignor Domenico D’Ambrosio, arcivescovo emerito di Lecce, la seconda alla 11,30 da Monsignor Francesco Neri, vescovo di Otranto, e in serata alle 17 da Monsignor Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia, San Giovanni Rotondo e Vieste. Subito dopo partirà una processione per le vie cittadine.

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