Chi ha visto me ha visto il Padre

Chi ha visto me ha visto il Padre

di Giuliva Di Berardino

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO DA UNA TEOLOGA LITURGISTA 

Venerdì 3 maggio 2024 

Gv 14, 6-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se conoscete me, conoscerete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”. Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi ha conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò”.

Oggi è la festa degli apostoli Filippo e Giacomo. In questo passo del Vangelo che ascoltiamo nella liturgia di oggi, troviamo Filippo che chiede a Gesù di poter conoscere il Padre. E Gesù risponde alla richiesta di questo suo apostolo dichiarando il legame profondo e vivo che esiste tra Gesù e il Padre: “Il Padre è in me ed io sono nel Padre!” . Questo legame profondo che fa essere Gesù nel Padre e il Padre in Gesù è l’amore in persona, che chiamiamo Spirito Santo. Ora, questo amore eterno che è in Dio, lo Spirito Santo, poiché è amore puro, perché dono puro, totalmente e costantemente offerto a noi, viene effuso in ogni creatura. Per questo, quando  contempliamo l’amore tra Padre e Figlio, non possiamo che riconoscere un somiglianza profonda con ogni creatura, perché l’amore del Creatore ci unisce tutti, formando in noi la bellezza che siamo gli uni per gli altri. Chi arriva a contemplare questo mistero sperimenta la forza profonda della vita stessa che è in ogni creatura, una “forza vitale” che è in noi potenza di risurrezione, potenza di vita nuova. Accogliere la forza vivificante dello Spirito Santo, allora, è accogliere la potenza dell’amore divino. Per questo Gesù oggi ci assicura che potremo fare le opere che Lui compie, e, anzi, anche di più grandi! Per questo nel Suo nome, cioè se dimoriamo in questo amore divino, possiamo ottenere ogni cosa. Gli apostoli Filippo e Giacomo ci hanno trasmesso la potenza di questo amore travolgente che fa risorgere a vita nuova. Preghiamo insieme questi due  grandi seguaci di Gesù, con un inno liturgico della Chiesa Bizantina Ortodossa: il tropario dei santi apostoli. “O santi apostoli Filippo e Giacomo intercedete presso il Dio clemente, perché ci ottenga il perdono dei nostri peccati. O santi apostoli Filippo e Giacomo intercedete presso il Dio Misericordioso, perché discenda su di noi il dono dello Spirito Santo”. 

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