Ogni persona malata è portatrice di valore

Ogni persona malata è portatrice di valore

a cura della Redazione

A VENEZIA PER LA DIGNITA’ INFINITA NEL MORIRE E NELLA CURA

Sabato 4 maggio alle ore 10.30 presso la Sala Scoletta dei Calegheri, S. Paolo 2857 Venezia, si terrà la conferenza dal titolo “La dignità infinita nel morire e nella cura”, organizzata dalle associazioni Family Day, Movimento per la Vita, Ditelo sui tetti, per promuovere, ancora una volta, l’ontologica dignità della persona umana, a prescindere dalla condizione che vive, con particolare riferimento alla vita fragile e sofferente.

All’incontro, che verrà moderato dal dott. Pino Morandini, viceprensidente del Movimento per la Vita Nazionale, porterà i suoi saluti Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia e il dott. Luigi Brugnaro, sindaco della città.

L’evento si propone di fare eco alle numerose – ma mai troppo elogiate – associazioni di volontariato che operano sul territorio a sostegno sia delle persone fragili e malate che delle loro famiglie, c.d. caregivers, che svolgono un ruolo primario e fondamentale nel percorso di cura e accompagnamento dei propri cari.

All’evento interverranno altresì la dott.ssa Egidia Cantisani, medico palliativista, la dott.ssa Emmarosa Zambon, medico di medicina generale e il dott. Mauro Tagliapietra, geriatra e gerontologo, per approfondire il ruolo essenziale delle cure palliative, anche a domicilio, nel percorso di assistenza e cura dei malati terminali. A seguire l’avv. Daniele Trabucco, professore di diritto costituzionale, tratterà del fondamentale diritto alla cura e delle sue implicazioni. La mattinata si concluderà con la relazione dell’avv. Domenico Menorello, coordinatore del network Ditelo sui Tetti e del dott. Massimo Gandolfini, presidente dell’ssociazione Family Day.

L’evento è aperto al pubblico affinché sempre più cittadini prendano coscienza che i malati, anche se inguaribili, sono sempre curabili. Per questo lo spirito dell’iniziativa è riaffermare, ancora una volta, la cultura della vita contro quella della morte, perché ogni persona malata è portatrice di un valore (dignità) ontologico e mai dovrebbe percepirsi un peso sociale.

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