Il prete anti pedofilia: “La pedopornografia sta dilagando”

Il prete anti pedofilia: “La pedopornografia sta dilagando”

di Bruno Volpe

DON FORTUNATO DI NOTO: “OSSERVATE LE ABITUDINI CAMBIATE DEI VOSTRI FIGLI”

“Occorre fare attenzione alle abitudini cambiate e alle frequentazioni dei propri figli”.

Lo dice il sacerdote siciliano, sempre in prima linea coraggiosamente contro la pedofilia e la pedopornografia, don Fortunato Di Noto, fondatore e Presidente della benemerita  associazione Meter.

Don Di Noto, dall’alto della sua esperienza,  la pedopornografia  conosce soste o è aumentata?

“Non solo non si ferma, ma purtroppo tende ad aumentare, cosa notata durante la parentesi Covid, e questa è una piaga, un vulnus alle coscienze di tutti. Penso sia una pratica disumana che attenta prima di ogni cosa alla dignità delle persona. Quelle che tristemente vediamo pubblicate in rete da parte di soggetti  senza scrupoli, sono purtroppo  le foto di bambini  già abusati, che hanno conosciuto questa vergogna, come  tristi e penose figurine di un albun indecente ed immorale”.

Qual è la causa?

“Sono tante, spiacevolmente. La prima è che abbiamo perso senso di equilibrio e aggiungo  umanità. Perchè il fenomeno criminale della pedopornografia non riguarda l’aspetto meramente religioso, ma quello umano.  Sicuramente attraversiamo un tempo nel quale il senso del peccato è attenuato e spesso si vive come se Dio non esistesse, ma ritengo  che sia una piaga che poco ha che fare strettamente con la religione. Indubbiamente se atti del genere ll compie chi si definisce cristiano o credente, bisogna interrogarsi ed interrogarlo: ma che tipo di fede hai, in che Dio credi?”.

Cioè?

“Dico che è un evento prettamente criminale da un lato, ed immorale dall’ altro e in tutto questo  la fede o l’essere praticanti non ha un valore aggiunto. La mia idea è che stiamo attraversando a tutti i livelli un periodo di disorientamente etico che coinvolge tanta gente, convinta che nel nome di una libertà assurda e sfrenata, possa fare tutto”.

A Bari, ma è accaduto anche in altre città, è accaduto il fenomeno di ragazzine di sedici anni o anche meno dedite alla prostituzione in cambio di borse griffate o soldi, agganciate da insospettabili e ricchi professionisti ed imprenditori…

“Non è una novità. Intanto ritengo sia doveroso, senza puntare il dito, censurare questa morbosa e direi squallida ricerca di minori da parte di soggetti danarosi, spesso persino coniugati e questo fa dubitare su quale idea di famiglia essi abbiano o peggio ancora di sacramento abbiano contratto se si sono sposati in chiesa. Poi  rimarcherei un altro aspetto”.

Prego…

“La famiglia  in crisi. Spesso, non sempre, i genitori sono distratti, non si rendono conto delle frequentazioni dei figli. Se vedo mia figlia che non ha un reddito di lavoro ed è minore tornare a casa con una borsa di marca o spende più del lecito facendo la bella vita,  da buon genitore dovrei interrogarmi ed interrogarla sulle sue amicizie o modo di vivere. Invece tante famiglia pensano alle loro cose, a chattare o vivono autonomamente una propria vita magari persino disinteressandosi dei figli e del marito o della moglie  speso facendo altro. Si tratta di domandarsi: che idea di famiglia abbiamo? Come interagiamo con i figli? Ovviamente non bisogna essere opprimenti e lasciare loro una sfera di libertà, ma sempre nel solco della responsabilità e interessandosi. A mio avviso, comunque, pur in una situazione assai delicata per la famiglia che è in crisi, un motivo di ottimiso e di fiducia dobbiamo trovarlo in quelle tante famiglie perbene e serie che ancora esistono e  svolgono degnamente il loro compito. Una cosa è sicura: educare oggi non è semplice tra tante tentazioni e ricerca di scorciatoie che favoriscono i delinquenti”.

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