Nunzio in Kenya: “L’Occidente ha perso vigore”

Nunzio in Kenya: “L’Occidente ha perso vigore”

di Angelica La Rosa 

LA CHIESA IN AFRICA È “SEMPRE PIÙ FORTE”

“È evidente a tutti come l’Occidente, una società secolare, abbia perso vigore e sia sempre più egocentrico”, ha detto il nunzio apostolico in Kenya, Mons. Hubertus van Megen.

Il presule ha parlato della situazione in Occidente in occasione della consacrazione episcopale di mons. John Kiplimo Lelei, nuovo ausiliare della diocesi keniana di Eldoret.

Il Monsignore ha aggiunto che la società occidentale non è più la luce delle nazioni; piuttosto, mette “la sua lampada sotto il moggio, e la sua luce si affievolisce”. Al contrario, la Chiesa in Africa è “sempre più forte”.

E i numeri lo confermano. Secondo le statistiche vaticane, mentre il numero dei cattolici ha continuato a diminuire in Europa, l’Africa ha registrato la maggiore crescita della sua popolazione cattolica nel 2021. Il continente ha aggiunto 8,3 milioni di persone in più alla sua popolazione cattolica. Nel mondo il numero dei cattolici è aumentato di 16,2 milioni di persone, per un totale di 1.375.852.000.

I 236 milioni di cattolici africani rappresentano circa il 20% della popolazione cattolica mondiale. Entro il 2050, il World Christian Database stima che i cattolici africani rappresenteranno il 32% della Chiesa cattolica.

Mons. Hubertus van Megen attribuisce il declino della Chiesa in Europa all’avanzata del continente verso il secolarismo, sottolineando che “gli insegnamenti della società occidentale sull’aborto, l’eutanasia, la teoria del genere, sono chiari sintomi di una società che ha perso la sua bussola interiore e galleggia impotente nel mare tempestoso dei desideri umani, scosso e indebolito sotto ogni aspetto”.

Nel suo discorso in Kenya, il vescovo Van Megen ha ricordato che seguire gli insegnamenti di Gesù è un modo per far crescere continuamente la Chiesa e rafforzare la fede. “Gli insegnamenti di Cristo sono indispensabili; sono l’unica misura accettabile per tutti gli esseri umani”.

Per l’arcivescovo “sulla roccia di Cristo è schiacciato il nostro orgoglio, si è rivelata la nostra vanità. La gente fa fatica ad accettarlo. Si parla tanto di umiltà, ma pochissimi sono capaci di viverla. Gli insegnamenti di Cristo sono per molti una pietra d’inciampo invece che una luce per le nazioni”.

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