Conosciamo l’apostolo Tommaso

Conosciamo l’apostolo Tommaso

di Mariella Lentini*

TRA I SANTI E I BEATI CHE SI FESTEGGIANO OGGI (Sant’Anatolio, Sant’Anatolio di Laodicea, Beata Barbara Jeong Sun-mae, San Dato di Ravenna, Sant’Eliodoro, San Filippo Phan Van Minh, San Germano di Man, San Giuseppe Nguyen Dinh Uyen, Beato Gutagono, San Leone II, San Maelmuire, Santi Marco e Mociano, Beata Maria Anna Mogas Fontcuberta, Santi Memnone e Severo, Santi Pietro Zhao Mingzhen e Giovan Battista Zhao Mingxi, San Raymond Gayrard) CONOSCIAMO UNO DEI DODICI APOSTOLI

Tommaso è l’apostolo pieno di dubbi che, per credere alla resurrezione di Gesù, “vuole toccare con mano”, cioè avere una prova concreta del fatto avvenuto. Molti artisti hanno dipinto la famosa scena. Celebre il quadro di Caravaggio L’incredulità di San Tommaso dove il santo infila il dito nella piaga del costato di Gesù. Ecco l’origine del detto “mettere il dito nella piaga”, ovvero toccare il punto più dolente di una situazione problematica.

Tommaso, chiamato anche Didimo (dal greco significa “gemello”, non si sa di chi), probabilmente è un pescatore della Galilea. Ed è uno dei dodici apostoli scelti da Gesù come suoi discepoli. I Vangeli lo descrivono così. Durante l’ultima cena Gesù dice agli apostoli: «Sto per andare a preparare un posto per voi nella casa del Signore, la via la conoscete». Tommaso ingenuamente si rivolge al Maestro: «Signore, non sappiamo dove vai e non conosciamo la via». Gesù risponde: «Io sono la via, la verità e la vita». Quando Gesù risorge, alla sua prima apparizione sono presenti tutti gli apostoli meno Tommaso.

Il santo ascolta la testimonianza degli altri apostoli, ma afferma che per credere deve vedere i segni dei chiodi nelle mani di Gesù. Quando Gesù appare agli apostoli per la seconda volta, il Maestro si siede e accetta di mangiare del pesce, poi incita Tommaso a toccare le sue ferite invitandolo a credere anche se non vede, poiché per Gesù «beati sono coloro che pur non vedendo, credono». Tommaso si avvicina, vede e tocca e, poi, convinto esclama: «Mio Signore e mio Dio!». Dopo la resurrezione di Gesù, secondo alcune fonti, Tommaso si reca missionario in Siria e nella Persia e in seguito in India a predicare il Vangelo, dove per secoli vivrà una comunità di cristiani. Qui finisce i suoi giorni intorno all’anno 72, non si sa per certo se come martire o per morte naturale.

I resti del santo, secondo la tradizione, sarebbero stati trasportati in Italia nel 1258. Attualmente sono custoditi in Abruzzo, presso la Basilica di San Tommaso Apostolo, a Ortona (Chieti). L’apostolo è patrono dell’India e avendo ricevuto l’incarico da un re indiano di edificare un palazzo, è protettore di carpentieri, muratori, tagliapietre, geometri e architetti. Protegge anche i giudici e viene invocato contro la cecità.

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