Conosciamo il beato Oddino Barotti

Conosciamo il beato Oddino Barotti

di Mariella Lentini*

TRA I SANTI E I BEATI CHE SI FESTEGGIANO OGGI (Sant’Antonino Fantosati, Sant’Apollonio di Brescia, Beato Benedetto XI (Niccolò Boccasini), Sant’Edda di Winchester, Sant’Etelburga (Edilburga) di Faremoutiers-en-Brie, Beato Giovanni Giuseppe Juge de Saint-Martin, San Giuseppe Maria Gambaro, Beata Ifigenia di San Matteo (Francesca Maria Susanna de Gaillard de la Valdène), San Mael Ruain, San Marco Ji Tianxiang, Santa Maria Guo Lizhi, Beata Maria Romero Meneses, Beato Millano Garde SerranoSant’Oddone di Urgel, San Panteno di Alessandria, Beato Pietro To Rot, Beati Ruggero Dickinson, Rodolfo Milner e Lorenzo Humphrey, San Villibaldo) UN BEATO PIEMONTESE

Oddino Barotti nasce nel 1344 in una famiglia aristocratica di Fossano (Cuneo). Ancora oggi esiste la sua casa natale, in Via Garibaldi al numero 5. Oddino, all’età di ventiquattro anni, diventa parroco della Chiesa San Giovanni di Fossano. Suscitando grande stupore, Oddino decide di abbandonare tutto e di partire in pellegrinaggio verso i luoghi dove è vissuto e morto Gesù. A quei tempi questi lunghi viaggi erano molto rischiosi. Si metteva a repentaglio la vita stessa. Ma Oddino intende approfondire così la propria fede. Il sacerdote viene catturato e fatto prigioniero, ma, dopo essere stato, come desiderava, in Terra Santa, ritorna nella sua città piemontese. È un altro uomo. Intenzionato a mettere in pratica il Vangelo, non limitandosi a predicare, il parroco entra a far parte del Terz’Ordine Francescano. Comincia con il dare egli stesso il buon esempio conducendo una vita poverissima. Si ciba dello stretto necessario per sopravvivere mangiando un po’ di pane con verdure.

Il buon Oddino regala subito tutto quello che gli viene donato (anche cibi già cotti) ai diseredati, come quella volta in cui gli arriva per Natale un cappone. Il sacerdote non può mettersi a tavola e mangiare quel cibo così nutriente e gustoso, sapendo che tanti suoi parrocchiani muoiono di fame. Il cappone viene recapitato in casa di una donna che ha appena partorito un bambino e non ha nulla da mangiare. Inoltre Oddino Barotti si reca personalmente nei tuguri ad assistere gli ammalati dei quali nessuno si occupa. Rinnova e ingrandisce l’ospedale di Fossano, creando appositi spazi per la cura dei lebbrosi.

Prega tanto e non dimentica di onorare il suo Gesù, facendo costruire quattro chiese nei punti cardinali della città, a formare una croce, simbolo della cristianità. Le chiese vengono intitolate a San Pietro, San Lazzaro, San Bernardo e Santo Stefano. Durante la costruzione avvengono prodigi: un carro rimane impantanato nel fango, ma quando Oddino interviene con una benedizione, il carro all’improvviso riparte. Un muratore cade da un’impalcatura e, nonostante la grande botta, preso per mano da Oddino si rialza illeso e si rimette a lavorare. Purtroppo una pestilenza si abbatte sul Piemonte e Fossano non viene risparmiata. Oddino Barotti, con un coraggio fuori dal comune, instancabile si prodiga per aiutare i contagiati. Lui stesso si ammala e muore nel 1400.

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