La società in senso teocratico, familiare e civile

La società in senso teocratico, familiare e civile

di Alvise Parolini

SACRO ROMANO IMPERO MINISTERIALE – PER UNA SOCIETÀ DI RE, SACERDOTI E PROFETI

Il primo luglio scorso la Chiesa ha ricordato il Beato Antonio Rosmini, morto, sembra, per avvelenamento nel 1855, a soli 58 anni, mentre stava componendo il suo grande e organico trattato filosofico-teologico “Teosofia”.

In debito non tanto politico (Rosmini era un aristocratico liberale), quanto piuttosto intellettuale e speculativo, con immensa stima per il Nostro – che nella “Filosofia del Diritto” (1841) tripartì la società in senso teocratico, famigliare e civile -, offriamo uno spunto insieme avveniristico-progettuale e arcadico-fantastico che prenda proprio le mosse dalle intuizioni del grande roveretano e, a mo’ di un narrativo pseudobiblion, descriva già ciò che la mente di un uomo o di una donna dell’inizio del XXI secolo non faticherebbero ad immaginare…

…Tre sono le società che hanno ricomposto la comunità umana terrestre successivamente alla grande tribolazione che purificò il mondo intorno al bimillenario della Passione di Cristo.

Alla Società Teocratica è stato confermato il potere legislativo, docente e santificatore. Oltre ad occuparsi dell’educazione teologico-scientifico e culturale, in primis presenzia il “tempo eterno di Gesù Cristo” per mezzo del culto divino (Ripresentazione Sacrificale), dei sacramenti (di Salvezza) e di azioni sacramentali volti alla massima glorificazione del Redentore (di Carità). Tale società è gerarchica, con a capo il Papa (autorità magisteriale, pastorale e sacrale), che, oltre ad essere tale, è primus inter pares tra i Vescovi (autorità pastorali e sacrali), che a loro volta sono assistiti dai loro sacerdoti (autorità sacrali). La gerarchia ecclesiastica è composta dai sacerdoti non-scomunicati. Se un sacerdote commette un’indegnità, il processo per appurare la verità dei fatti, sia lasciato alla società civile, mentre il giudizio al giudice ecclesiastico co-presente durante il processo. Se colpevole, la scomunica può essere breve se il sacerdote ha compiuto un peccato che inficia il ministero civico (nelle assemblee), oppure la scomunica può essere permanente se il peccato inficia gravemente il suo ministero religioso, come nei casi di scisma, eresia ed apostasia. Il giudice decreti, per la scomunica breve, la durata della stessa e le relative penitenze (temporanea esclusione dalla moderazione nelle assemblee), per la scomunica permanente, le modalità di pentimento necessarie per ottenere la grazia dal proprio Vescovo.

La Società Famigliare è immersa nel tempo ricorrente, il tempo ciclico dell’esistenza cronologica benedetta dal Padre Creatore.
Ad essa è stato affidato il potere esecutivo nella sua accezione di governo ed amministrazione. È gestita dalle ministerialità civica, ovvero da assemblee presiedute dai rappresentanti di un comune, con la moderazione del locale presbitero del capitolo diocesano e con l’eventuale presenza consultiva di ospiti. Le ministerialità civiche si riuniscono nel fine settimana e collezionano le delibere prese giornalmente (la sera) nelle singole municipalità, a livello circoscrizionale (come nelle città metropolitane) o frazionario (come nelle aree paesane), con la moderazione del parroco o del superiore di un ordine o istituto religioso locale.
La coesione nazionale non è regolata dallo Stato. Le ministerialità civiche sono, infatti, pienamente sovrane ed autonome e le loro aggregazioni in province, regioni e Stati, non implicano alcuna cessione né di sovranità e né di autonomia.
Il cittadino, alla nascita, gode prima di tutto dei diritti della Chiesa, successivamente a battesimo, prima confessione e comunione, con la confermazione o cresima decide se impegnarsi o meno nell’accettare anche i doveri che il suo far parte della Chiesa comporta. Se s’impegna positivamente, ha diritto di proporre il nome di un sacerdote di sua conoscenza, affinché gli sia mentore lungo il proprio cammino di santificazione.
In seconda battuta, il cittadino, a partire dal 18° anno di età, gode anche di tutti i diritti insieme ai doveri del suo stato, diventando personalmente responsabile di fronte alla società civile, retta dal re e dai suoi nobili, custodi del tempo presente.
Ogni ministerialità civica è potenzialmente capace di porsi in un regime di autarchia, anche a livello energetico, essendo la propria economia di tipo micropianificato. Nonostante ciò, essa coordina le proprie politiche economiche attraverso reti di gemellaggi, che la impegnano anche a livello culturale, educativo e peregrinativo. I gemellaggi possono essere per prossimità (con i comuni confinanti), per necessità (con altri comuni di altre regioni) o per vocazione (con comuni di altre nazioni). I primi sono decisi dalla società famigliare, i secondi da quella civile ed i terzi da quella teocratica.
La valuta di scambio di beni è il “buono”. Il buono è l’unica valuta legittima ed è a titolo personale. I giovani fino al 18° anno di età escluso, ne posseggono la forma monetaria, con la maturità civica sostituita da quella della banconota, fino al momento del distacco parziale o totale a seconda del discernimento del mentore spirituale. Una volta maturate le virtù elementari nel giovane, le monete iniziano ad essere stampate dai genitori durante le assemblee circoscrizionali o frazionarie del municipio e recano il conio del viso del giovane in un lato (da rinnovare annualmente) e l’importo numerico dall’altra, insieme al nome della ministerialità di riferimento. Simil cosa avviene durante la maturità con le banconote: da un lato il disegno del viso del cittadino (da rinnovare annualmente) insieme all’importo numerico e dall’altro solo l’importo insieme al nome della ministerialità di riferimento. Le banconote sono stampate dagli economi della ministerialità civica e la loro somma è esattamente ciò che il cittadino ha richiesto per un’intera settimana. Gli anziani della ministerialità sovrintendono i gruppi di lavoro delle varie circoscrizioni o frazioni: gli anziani con padri l’androceo, mentre le anziane con le madri il gineceo, comprensivo dell’allevamento ed educazione dei figli fino al 6° anno d’età, prima del tempo dell’istruzione catechetica presso i collegi religiosi locali, rispettivamente maschili e femminili. Prendendo esempio dagli slanci comunitari delle prime comunità evageliche, laici e sacerdoti, vivono in stretta sinergia e solitamente rimangono in stretta frequentazione al fine di cementificare onestamente lo spirito di agape, di servizio vicendevole e di stima fraterna.

La Società Civile, attraverso l’azione pentecostale dello Spirito Santo si pone al servizio dell’Opera della Redenzione. La gerarchia della società civile è simile a quella ecclesiastica ed è a servizio di quest’ultima, alla quale professa obbedienza filiale. Ad essa è stato affidato sia il potere giudiziario che quella parte di potere esecutivo legata all’ordine ed alla difesa. È composta dai re (presiedenti gli stati), dai duchi (le regioni), dai conti (le province), dai cavalieri (i comuni o le ministerialità civiche). I tribunali sono sempre militari e, previo consenso, possono essere co-presieduti da un vescovo o da un suo ordinario. Solitamente, l’ordine pubblico è garantito per mezzo di un codice di priorità nella lotta al terrorismo locale ed internazionale, codice che può variare di tempo in tempo. Il re e i suoi assistenti sono custodi dell’equilibrio del tempo presente, poiché studiano la sua attuale consistenza e conseguentemente in esso attuano i Voleri Divini. Il tempo presente tende a rompere la ciclicità del tempo ricorrente, dunque compito dei nobili è proteggere la dimensione espansiva del tempo, imbrigliando e dominando l’irrazionalità e la tendenza all’imprevedibilità del caos quantico, sul quale fanno facilmente leva gli spiriti disgregatori dell’armonia universale, avversi a Dio ed al Suo Cristo…

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