L’Arcivescovo Santoro: “Viganò ha esagerato e progetta una Chiesa parallela”

L’Arcivescovo Santoro: “Viganò ha esagerato e progetta una Chiesa parallela”

di Bruno Volpe

INTERVISTA ALL’ARCIVESCOVO EMERITO DI TARANTO MONS. FILIPPO SANTORO

Si è da poco chiusa a Trieste l’edizione numero 50 della Settimana Sociale dei Cattolici. La commentiamo con Monsignor Filippo Santoro, arcivescovo metropolita emerito di Taranto.

Eccellenza Santoro, si è chiusa la 50 edizione triesestina della Settimana Sociali dei Cattlici. Qual è la sua sintesi sull’iniziativa di quest’anno?

“Abbiamo trascorso giornate molto utili e profonde, ricche di dibattitto e spunti, con grande partecipazione collettiva. Un dibattitto franco e generoso su alcuni temi di grande attualità, come ad esempio la difesa del Creato e la contemporanea esigenza del lavoro, il risparmio energetico anche nelle parrocchie e la presenza e la partecipazione dei cattolici in politica, nel tempo in cui non esiste più, e non avrebbe senso, un partito dei cattolici come la Dc di una volta. La storia non si ripete e penso che certi tentativi siano inutili”.

Possiamo parlare di continuità con la settimana sociale di Taranto?

“Certamente sì, la continuità vi è stata nei fatti e nei discorsi. E aggiungo che anche le parrocchie possono diventare comunità energetiche con le energie alternative. Un altro aspetto che mi piace mettere in risalto è la collegialità del dibattito con vescovi e preti, ma anche un terzo composto da giovani, un terzo donne. Insomma, non solo una presenza clericale, ma doverosamente mista e direi sinodale”.

Che altro?

“L’ invito continuo e pressante alla buone pratiche ambientali, incluse le parrocchie, e l’invocazione ad uno stile di vita sano e compatibile alla protezione del Creato”.

Cattolici in politica…

“Anche questo è un aspetto importante. I cattolici, e lo ha detto il Papa, hanno un ruolo di grande responsabilità, specie in un tempo nel quale non esiste più un partito dei cattolici e la loro presenza è trasversale. Proprio perchè trasversale, essi hanno il dovere di testimoniare coerentemente e senza reticenza e cedimenti i principi cattolici non negoziabili come la difesa della vita dal concepimento alla fine naturale, la difesa della solidarietà e dei poveri, la promozione di una società più giusta con un protagonismo che sia garbato, ma inevitabile. Lo ripeto, i cattolici in politica siano buoni cittadini, credibili, ma anche rispettosi dei principi non negoziabili”.

Una settimana sociale positiva…

“Certamente sì, all’insegna dell’alto Magistero del Papa e della Laudato si’, appunto in perfetta continuità con quella di Taranto”.

A Taranto, in riferimento ai problemi dell’ex Ilva, si discusse del tema ambiente-lavoro…

“E’ un argomento sempre attuale e ritengo che i due debbano camminare di pari passo, sempre nel rispetto e nella difesa del diritto alla vita. La difesa della salubrità dell’ambiente e dunque del Creato è indispensabile, come lo è il lavoro. Le due categorie non sono antitetiche, ma vanno di pari passo”.

Caso Viganò, un vescovo può ribellarsi al Papa e al Magistero della Chiesa?

“No. Il Papa si può garbatamente discutere e criticare su argomenti non vincolanti, ma quando parla di dogmi e Magistero, morale o dottrina sociale, no!”.

E Viganò?

“Ha esagerato arrivando a formare e progettare nei fatti e nelle parole una Chiesa parallela. Mi sembra che la decisione adottata sia conforme al diritto canonico e inevitabile. Ricordo che il Papa è pur sempre il successore di Pietro e Vicario di Cristo e gli dobbiamo obbedienza”.

L’informatico Luca Nobili, in una intervista rilasciata al Quotidiano di Bari, ha detto che Gesù nella sua predicazione, essendo innovatore, avrebbe usato la intelligenza artificiale…

“Sinceramente non concordo. Il dottor Nobili dimentica, magari per eccesso di obbedienza alla scienza e alla tecnologia, che mai devono diventare idoli, che Gesù non avrebbe avuto bisogno di intelligenza artificiale in qualto Egli è di per sè la somma Intelligenza e tutto si ricapitola in lui”.

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Viganò avrà pure esagerato ma perchè Roma non colpisce con eguale vigore i vescovi e i cardinali scismatici di fatto della Chiesa tedesca? Anche la loro è ormai una chiesa parallela, anzi opposta a quella cattolica apostolica romana. E perchè si aprono le braccia a tutti i peggiori eretici, apostati e nemici della fede mentre si perseguita chi vuole essere fedele alla Chiesa e alla liturgia di sempre? Si tratta di palesi contraddizioni che stanno minando come non mai l’unità e la tenuta dei cattolici e di questo molti dovranno rendere conto a Dio.