A cura della Redazione
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MONS. GEORG GÄNSWEIN ROMPE IL SILENZIO SUGLI ANNI PIÙ DIFFICILI SEGUITI ALLA MORTE DI BENEDETTO XVI
Nell’incontro riservato a Casa Santa Marta concesso al quotidiano Il Tempo, attraverso il suo giornalista Francesco Capozza, Mons. Georg Gänswein rompe il silenzio sugli anni più difficili seguiti alla morte di Benedetto XVI e chiarisce il suo rapporto con Papa Francesco, respingendo l’idea di una vera e propria “riconciliazione” ma raccontando di un colloquio franco che, dopo un lungo periodo di inattività e isolamento a Friburgo, ha portato all’inaspettata nomina a Nunzio Apostolico nelle Repubbliche Baltiche.
L’ex segretario particolare di Joseph Ratzinger descrive senza amarezza il tempo in cui era considerato un ospite sgradito in Vaticano, sottolineando oggi una serenità ritrovata e uno spirito di servizio con cui ha accolto una missione diplomatica complessa, svolta a Vilnius in un contesto segnato dall’angoscia per la guerra alle porte e dal timore delle mire espansionistiche russe.
Gänswein offre poi uno sguardo intimo e inedito su Benedetto XVI, raccontando come, a sua insaputa, le Memores Domini registrarono per anni le omelie domenicali del Papa emerito al Monastero Mater Ecclesiae, oggi confluite nei volumi di prediche che restituiscono un pensiero sintetizzato nell’espressione “Dio è la vera realtà”.
Al quotidiano Il Tempo l’Arcivescovo Ribadisce il carattere profetico di Ratzinger, capace di leggere con decenni d’anticipo la crisi dell’Occidente e la scristianizzazione dell’Europa, e ricorda il suo amore viscerale per la musica, in particolare Mozart, e per una liturgia segnata da sacralità e bellezza, al punto da volere che il primo volume dell’Opera Omnia fosse dedicato proprio alla liturgia.
Sul fronte della possibile beatificazione, conferma di ricevere numerose testimonianze di presunti miracoli attribuiti all’intercessione di Benedetto XVI, che sta raccogliendo in attesa che, trascorsi i cinque anni canonici, possa aprirsi un eventuale processo (“la Chiesa stabilisce che prima di poter aprire un processo canonico in tal senso è necessario attendere almeno cinque anni dalla morte del possibile Beato, salvo ovviamente deroghe decise espressamente e per insindacabile volontà del Sommo Pontefice”).
Infine, parlando del nuovo pontefice Leone XIV, Gänswein esprime un giudizio nettamente positivo, cogliendo fin dalle prime apparizioni una discontinuità rispetto al passato recente e sottolineando come nelle omelie e nei gesti del nuovo Papa sia tornata centrale la figura di Cristo, in un clima di pace e serenità che, a suo avviso, segna l’inizio di una fase nuova per la Chiesa.



