17 Gennaio 2026

Viva la scuola parentale!

di T. R.

LA TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA

Del caso mediatico dei genitori anglo-australiani, ai quali sono stati sottratti i 3 figli, si è parlato tanto e si continua a parlare, ma delle accuse fatte ai genitori, la più allarmante (a mio parere) è la scelta “discutibile” dell’istruzione parentale, nel loro caso unschooling.

Con mio marito Luca abbiamo 2 figli di 10 e 8 anni, per la primogenita, 5 anni fa, all’inizio della scuola “dell’obbligo” abbiamo deciso di non farle frequentare la scuola del paese (a 300 mt da casa) a favore di un progetto cattolico parentale di genitori cristiani (a 40km da casa).

La motivazione che ci ha spinto a fare questa scelta è molto semplice, volevamo garantire un’istruzione fondata su Gesù Cristo ed una comunità educante, come lo era stato per noi nella nostra infanzia!

Quando nostra figlia ha iniziato la prima “elementare”, io avevo 46 anni e mio marito 54, il Signore ci ha permesso di sposarci e donato 2 figli non esattamente in prima gioventù, comunque entrambi ricordiamo con gioia viva ed attuale la nostra esperienza scolastica. Volevamo per i nostri figli un’ambiente sano, dove si facesse il segno della croce, s’imparasse con gioia e con il desiderio, alzandosi la mattina, di andare su quei banchi; Genitore 1 e 2, il gender, Halloween, gli unicorni…montagne di libri che passano messaggi subliminali ed espliciti, tutto questo ed altro ancora doveva e deve restare fuori dalla porta della classe e dalla testa dei nostri bambini.

Nella scuola pubblica purtroppo si riducono giorno dopo giorno le “eccellenze” e gli insegnanti in gamba, così come i dirigenti è sempre più difficile trovarli!

Per il nostro secondogenito di 8 anni che ha iniziato la scuola in istruzione parentale, per la terza quest’anno dovevamo farlo rientrare nel circuito statale, per grazia e dopo un’incessante preghiera, abbiamo trovato una di queste “eccellenze”! Il dirigente in primis e le insegnanti ci hanno rimesso fiducia nel sistema.

Quello che possiamo testimoniare quindi e che sia nel circuito “tradizionale” statale o quello “anticonformista” dell’istruzione parentale, se il benessere dei figli lo mettiamo nelle mani del Signore, le strade si aprono.

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