Il cardinale Raymond Leo Burke: “non è accettabile la sospensione dei sacramenti”


Il cardinale Raymond Leo Burke, noto in tutto il mondo per la sua difesa dell’ortodossia cattolica (e per questo motivo attaccato da TV e giornali non cristiani o pseudo-cristiani), ha affermato che “non è una situazione accettabile” per i cattolici non potere partecipare alla Messa, ricevere la Santa Comunione o fare la Confessione e ha invitato la Chiesa, in tutto il mondo, a “fare meglio” in risposta alla crisi del coronavirus.

Attraverso un’intervista concessa a Catholic Action, il cardinale Burke ha sottolineato che la Chiesa deve continuare gli “aspetti fondamentali” della sua missione spirituale, vale a dire portare i sacramenti ai fedeli, soprattutto ai malati e ai morenti.

QUI l’intervento video in inglese:

 

Ecco un estratto di qualche sua dichiarazione.

“Dobbiamo trovare un modo per continuare questi servizi”, ha detto Sua Eminenza Burke. “Come il mondo secolare trova modi affinché le persone possano continuare a fornisi di cibo e altre necessità, così anche noi dobbiamo trovare i modi per potere fornire la cura spirituale ai fedeli”.
Burke ha spiegato che in Italia, dove attualmente vive, molti cattolici stanno morendo isolati e vengono successivamente seppelliti senza membri della famiglia o con un solo prete presente sulla tomba.
Il cardinale ha affermato che la risposta della Chiesa alla crisi è stata “abbastanza diversa dalla risposta che ha dato in altre occasioni in tali situazioni”.
“Ci sono persone che non sono state in grado di assistere alla Santa Messa per settimane e che non hanno ricevuto la Santa Comunione o che non sono state in grado di andare alla Confessione e questa non è una situazione accettabile”, ha detto. “In passato nella Chiesa, anche in modo eroico, rafforzati dal dono del celibato, i sacerdoti erano preparati per questo tipo di atti sacrificali e sono andati a prestare servizio ai fedeli”.

Burke ha messo in evidenza l’esempio dei sacerdoti di oggi che, nonostante le attuali difficoltà a visitare pazienti malati e morenti, hanno trovato il modo di prestare assistenza ai più bisognosi.
“Ho letto alcune storie di sacerdoti che sono stati impegnati nell’aiutare le povere persone morenti, andando in ospedale. Ovviamente gli ospedali all’inizio hanno scoraggiato ciò ma, lavorando in modo molto gentile e positivo con il personale dell’ospedale, questi sacerdoti sono stati accettati, hanno indossato le protezioni ed hanno potuto assistere i poveri morenti”, ha spiegato il cardinale.
Burke ha detto che è nostro dovere insistere con i funzionari secolari sull’importanza di sacerdoti e ministri per aiutare i cristiani malati e morenti, ed ha ricordato che molti funzionari capiscino se ciò viene loro spiegato.
“Lo stato d’animo che dovremmo avere è che sì, nostro Signore dipende da noi per fare tutto il possibile per combattere un grandissimo male'”, ha detto. “Collaboriamo con il Signore, collaboriamo con la sua grazia e quindi dobbiamo cercare le soluzioni più creative in modo che ciò di cui le persone hanno più bisogno in un momento come questo, vale a dire i sacramenti, sia loro garantito”.

Il cardinale ha detto di trovare “un po’ inquietante” l’idea di stare senza sacramenti e pensare che basti solo sviluppare di più la preghiera. “Questo è un momento per sviluppare un maggiore rispetto e una maggiore comprensione della presenza di Nostro Signore nei sacramenti della Chiesa. Facciamo tutte le devozioni, diciamo queste preghiere con il profondo desiderio di incontrare il nostro Signore nei sacramenti”, ha spiegato.
“Qualcosa che abbiamo scoperto in tutto questa situazione è che dobbiamo approfondire molto il nostro apprezzamento per la presenza del nostro Signore, la Sua azione con noi in un modo molto particolare e straordinario come i sacramenti”.

MATTEO ORLANDO


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