Vescovo si scaglia contro Macron: “offende i cristiani vietando il culto pubblico”


 

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In Francia Monsignor Dominique Rey, vescovo di Fréjus-Toulon, ha pubblicato un video attraverso il quale spiega che la decisione del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, di rinviare le celebrazioni del culto religioso con il popolo di Dio al 2 giugno è ingiusta, discriminatoria e un’offesa ai cristiani.

“Ritengo che questo divieto sia incomprensibile e ingiusto. Il governo fa discriminazioni riguardo alle misure di attenuazione previste in altri settori della vita pubblica e sociale. Si tratta di un’offesa per i cristiani. Per le centinaia di migliaia di fedeli che saranno in grado di fare acquisti, lavorare, incontrarsi, seguendo le regole di sicurezza sanitaria, ma non potranno andare a messa o partecipare a un culto”, ha spiegato il vescovo Rey. “Le celebrazioni sono momenti essenziali, vitali, non solo nella vita di un credente ma anche per la vita della nostra società, poiché in essi chiediamo a Dio il suo aiuto per il nostro paese e per il mondo”.

Il vescovo dice chiaramente: “sì, mi ribello quando la messa viene tratta come un’attività secondaria o addirittura ricreativa. La salute della nostra anima dipende da essa. Non c’è il rischio di promuovere la diffusione del Covid 19 se le persone si radunano nelle chiese. La Chiesa cattolica era, e continua ad essere, pronta ad applicare tutte le misure necessarie di igiene personale e sicurezza, di allontanamento sociale all’interno dei luoghi di culto. La Chiesa è disposta a moltiplicare le celebrazioni per evitare folle eccessive. Siamo pronti a parlare con le autorità municipali e le Prefetture per applicare il protocollo delle norme indispensabili per evitare qualsiasi contagio”.

Ma tutte le proposte dei vescovi francesi sono state respinte senza indugi di Macron, con una semplice frase che proibiva l’esercizio del culto. “Il trattamento discriminatorio imposto, la mancanza di considerazione dei cristiani, è scioccante. La libertà religiosa garantita dalla Costituzione è quindi imbavagliata, limitata”.

“Mi sembra importante che i cristiani facciano sentire la loro voce, che esprimano il loro malcontento, in modo chiaro, pacifico ma fermo davanti a tale disprezzo”, ha aggiunto il vescovo Rey. “Dobbiamo continuare a organizzarci come molti hanno fatto dall’inizio della quarantena, usando i social network per stringere legami tra noi, essere solidali con persone isolate, fragili, anziane, visitare i malati, rendere ciascuna delle nostre case una chiesa domestica. Dobbiamo ritagliarsi i nostri momenti di preghiera, condividendo come fratelli momenti propizi di interiorità e meditazione. Dobbiamo inventare nuove forme di vita cristiana, adorazione, relazioni fraterne e di fronte all’incertezza per il domani, promuovere la fiducia, la speranza nel Signore”.


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