Continua la violenza jihadista nel Sahel. Gli islamisti di Boko Haram attaccano l’esercito


“Ancora violenza nel Sahel, questa volta al confine tra Niger e Nigeria”, scrive Vatican News.

Si sono verificati violenti combattimenti tra l’esercito nigerino ed i militanti islamisti di Boko Haram alle porte di Diffa, la capitale del Niger sud-occidentale, vicino al confine con la Nigeria. Al momento non si conosce il bilancio delle vittime. Le violenze, testimoniate anche da un video trasmesso dal sedicente stato islamico, sarebbero state confermate anche da alcuni residenti di Diffa.

“Gli aggressori sono entrati dalla Nigeria nel tardo pomeriggio, all’avvicinarsi della fine del digiuno del Ramadan – ha detto un testimone – e hanno preso di sorpresa i nostri soldati”. Anche una fonte di sicurezza “ha confermato l’attacco” senza fornire ulteriori dettagli.

L’ennesima azione giunge dopo un’offensiva terrestre e aerea lanciata lo scorso mese dall’esercito ciadiano, che ha annunciato di avere ucciso un migliaio di jihadisti. Il mese precedente un centinaio di soldati del Ciad aveva invece perso la vita in un violento attacco. Appena una settimana fa, il ministro della Difesa nigerino Issoufou Katambé, ha dichiarato all’Afp che erano ancora in corso operazioni militari nell’area del Lago Ciad. La violenza jihadista nell’intera regione del Sahel ha causato, secondo le Nazioni Unite, almeno 4 mila vittime solo nel 2019.

Gli attacchi terroristici non si fermano, dunque, neanche davanti all’avanzare della pandemia di Covid-19. Un’emergenza nell’emergenza che ha portato a riunirsi lo scorso 28 aprile in un vertice in videoconferenza il gruppo G5 Sahel con i rappresentanti dell’Unione Europea. I capi di Stato dei Paesi membri della coalizione saheliana (Mali, Burkina Faso, Ciad, Mauritania e Niger) in particolare hanno chiesto l’invio di un battaglione di 500 militari a rinforzo della strategia antiterrorista regionale.

Anche la Chiesa locale, in questo tempo di pandemia, ha rinnovato l’invito all’unità in quella che è una lotta comune al nuovo coronavirus.

Monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Abuja, in Nigeria, ha sottolineato la scorsa settimana la necessità di mettere da parte le rivalità comunitarie che dividono la società nigeriana. Inoltre ha ammonito i fedeli dal diffondere sui social media fake news “che scatenano terrore e confusione” in un momento già difficile. Il compito dei cristiani è invece quello di essere “testimoni del Vangelo con le parole e con l’esempio”.


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