Ecco cosa ha detto davvero, durante la telefonata, Papa Francesco sull’inferno


 

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Quanti di voi hanno fatto uno zompo leggendo la notizia del Papa che dice “Ci rivedremo all’inferno” a un ragazzo autistico e alla sua mamma, durante una telefonata ad una famiglia di Caravaggio? Probabilmente parecchi. Ebbene: zompo a vuoto.

Basta infatti ascoltare l’audio originale per capire che è andata diversamente da come la si titola, racconta e diffonde. Che c’è l’altra storia. Al termine della telefonata fatta dal Papa dopo avere ricevuto una toccante lettera in cui gli si spiegavano le difficoltà vissute per colpa del coronavirus, la mamma del giovane ringrazia il pontefice per avere regalato loro quei momenti di gioia e commozione e gli promette che pregherà sicuramente per lui ma che non ne ha di certo bisogno perché è già un santo. A questo punto Papa Francesco, evidentemente imbarazzato dal complimento sulla sua santità, dice: “Ah ma Dio mio, non lo dica due volte, forse ci ritroveremo all’inferno”.

La frase, riportata integrale, nel contesto, e tenendo conto del tono con cui è stata pronunciata, risulta ben diversa da quella che ha fatto i titoloni.
Insomma ennesimo episodio emblematico di almeno 2 cose legate:

1) la perniciosa tendenza a fermarsi ai titoli senza verificare le informazioni o leggere integralmente i contenuti, la quale espone ciascuno di noi alla disinformazione, alla umana tendenza a schierarci pro/contro d’istinto e ci rende meno capaci di comprendere la realtà, quindi meno liberi.

2) la perniciosissima tendenza del giornalismo (e lo scrivo da giornalista) a distorcere i fatti pur di acchiappare qualche lettore in più, se non addirittura ad usare l’informazione per condurre proprie battaglie.

Nel giorno in cui il Papa prega per chi lavora nella comunicazione chiedendo al Signore che li aiuti a trasmettere sempre la verità, non resta che unirci a lui nella preghiera.

Martina Pastorelli

 


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