Il generale Pappalardo (Gilet arancioni): “non dobbiamo vergognarci delle nostre origini cristiane”


“E’ giusto ed anzi opportuno rivendicare le origini cristiane del nostro Paese delle quali talvolta sembriamo vergognarci. Un popolo che si rispetti non dimentica la sua fede. Non ho alcuna difficoltà a dire che credo che la fede va manifestata senza vergogna. Senza l’ amore per Dio e la fede non si va lontano”.



Lo ha dichiarato a La Fede Quotidiana il generale dell’Arma in congedo, e già sottosegretario nel governo Ciampi (1993), il palermitano Antonio Pappalardo. Classe 1946 il generale da mesi cerca di ritagliarsi visibilità politica alla guida del movimento dei cosiddetti “Gilet Arancioni” (che richiama i cosiddetti “gilet gialli” francesi), dove è arrivato, come scrive il Corriere della Sera, dopo aver fatto parte, nell’ordine Partito socialdemocratico (PSDI), Patto Segni, Alleanza Nazionale e Movimento per le Autonomie dell’allora governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, Movimento dei forconi.


Parlando di fede, Pappalardo ha spiegato che “la dimensione della fede conta ed aiuta. Nel 2005 il compianto Cardinale Francesco Marchisano, oggi defunto, mi chiese di mettere in musica il Vangelo di San Matteo. E’ stato un lavoro lungo e faticoso, di tre anni. Ma ne è valsa la pena”, ha confidato a La Fede Quotidiana.

E su virus e vaccini ha aggiunto: “ogni quattro anni, se ci fate caso, si crea una pandemia. Una volta l’aviaria, una volta la suina, un’altra ancora e via discorrendo. La ragione è che tutto questo serve a favorire la corsa ai vaccini”.

Nei suoi comizi Pappalardo si è scagliato contro “regime comunista” di cui l’Italia è preda ed ha chiesto di “stampare moneta”.



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