La CEI rende nota la risposta del Viminale riguardo i riti religiosi all’esterno


In un documento del 5 giugno, i vescovi italiani avevano chiesto delucidazioni al governo riguardo lo svolgimento di processioni, anche in vista del Corpus Domini, e nell’ambito delle misure di tutela della salute pubblica per il contenimento dell’emergenza Covid-19.

La Conferenza episcopale italiana ha reso nota la risposta del Viminale riguardo i riti religiosi all’esterno. Pur rilevando alcune criticità, gli esperti del governo chiedono il pieno e rigoroso rispetto delle misure igenico-sanitarie, dunque il divieto di assembramento.

Il Comitato Tecnico Scientifico ha rilevato “alcune criticità nella possibilità di controllo del rischio di contagio”, da qui il richiamo, “anche per i riti religiosi che prevedono una processione all’esterno di strutture ecclesiastiche e luoghi di culto”, alle norme già in vigore relative al distanziamento fisico, all’uso delle mascherine ed all’osservanza della corretta “etichetta respiratoria” e delle altre misure igienico-sanitarie come il lavaggio frequente delle mani.

Infine il Comitato ribadisce che la fattibilità delle processione e l’applicazione delle raccomandazioni “debba avvenire sotto la diretta responsabilità delle autorità sanitarie, civili e religiose”.


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TROVO CHE LA CHIESA DOVREBBE IMPORSI CONTRO UNO STATO DI DITTATURA.. É VIOLATA LA LIBERTÀ RELIGIOSA E NN SOPPORTO CHE LA CHIESA ABBIA SUPPORTATO LE REGOLE DI CHIUSURA TOTALE.. 😡😡😡😡

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