Il costituzionalista: “Stati generali? Una settimana buttata”

 

Stati generali per decidere che cosa?

Per compattare una pseudo-maggioranza parlamentare la cui unica finalitá é il mantenimento del potere?

Si é parlato di paritá di genere: la prioritá di questo Paese. Di lotta all’evasione: lo slogan di tutti i Governi.

Non si é parlato, invece, di snellimento della burocrazia (si continua a ragionare sulla riduzione del numero dei parlamentari che non porterá alcunché, ma comporterá una riduzione della rappresentanza politica giá ora evanescente).

Una settimana buttata nel c****: il luogo preposto per la discussione politica é il Parlamento, l’organo costituzionale titolare della funzione legislativa del quale, durante la fase 1 dell’emergenza sanitaria, il Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, prof. avv. Giuseppe Conte, ha fatto scempio con i suoi Dpcm e nel silenzio del Presidente della Repubblica (il quale ovviamente interviene per dire le solite ovvietá).

Non si é parlato di montagna: il 35,2% del territorio italiano é montano. Eppure nessuna parola su quali politiche adottare per il rilancio demografico ed economico delle aree montane con molti sindaci che giustamente si sono lamentati.

Il Ministro (senza portafoglio) per i Rapporti con il Parlamento, il bellunese Federico D’Incá (Movimento 5 Stelle), i cui discorsi sono di una banalitá unica, non ha alcunché da dire?

La domanda é ovviamente retorica. Si é parlato di un piano di rilancio. Non c’é giá quello del manager Colao?

Non si conoscono le modalitá di inizio del nuovo anno scolastico 2020/2021 perché manca l’ordinanza del Ministro dell’Istruzione, ma in compenso c’é quella sull’adozione dei libri di testo.

Dopo gli Stati generali, in Francia, crolló il sistema: mi auguro avvenga anche in Italia per mandare a casa questa massa di inetti.

 

DANIELE TRABUCCO

(Associato di Diritto Costituzionale italiano e
comparato e Dottrina dello Stato presso la Libera Accademia degli
Studi di Bellinzona (Svizzera)/UNIB – Centro Studi Superiore INDEF
(Istituto di Neuroscienze Dinamiche “Erich Fromm”). Dottore di Ricerca
in Istituzioni di Diritto Pubblico)

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