Il tomista: “non è preciso parlare di Papa emerito. Si dovrebbe dire: ‘già Papa’”


“Non è preciso parlare di Papa emerito. Più esattamente si dovrebbe dire: ‘già Papa’”. Così ci aveva dichiarato il celebre teologo Inos Biffi, che avevamo intervistato tempo fa quando era stato insignito del Premio Ratzinger.

Il professor Biffi, nella sua lunga vita di sacerdote e teologo ha conosciuto vari pontefici e ci aveva confidato: “ho conosciuto, ma non l’ho mai incontrato a tu per tu, il grande Pio XII, il papa dei miei verdi anni, stimato e ammirato. Quindi Papa Montini, che mi ha ordinato sacerdote e col quale ero in una certa familiarità personale ed epistolare”.

Nel corso dei lunghi anni della sua attività di ricerca scientifica di carattere teologico, veramente estesa e profonda, il prof. Biffi ha “tenuto presente in modo speciale l’insegnamento di Tommaso d’Aquino, a lungo studiato alla scuola di illustri maestri, tra i quale particolarmente Marie-Dominique Chenu”.

Nell’attuale teologia che al cristocentrismo contrapposto l’antropocentrismo, Biffi si era dichiarato un “sostenitore del cristocentrismo, cioè di Cristo Signore, ragione, forma e fondamento di tutta la realtà di fatto esistente”.

Il professore aveva anche criticato coloro che alimentano la “leggenda nera” sul Medioevo. “Quanti parlano di Medioevo epoca buia sono degli autentici somari, che vanno invitati a studiare prima di parlare. D’altronde davanti alla stupidità siano senza difesa”, ci aveva dichiarato Inos Biffi.

Sull’escatologia, sui novissimi, sulla realtà degli angeli e dei demoni, che sono tematiche bistrattate da quasi tutti i teologi, Biffi ci aveva spiegato che la “ragione è molto semplice: preferiscono giudicare senza studiare”.

 

Matteo Orlando

 


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