Esclusivo. Coghe: “la legge sull’omofobia crea un regime intollerante, da caccia alle streghe”


“Siamo molto soddisfatti per l’ esito della recente manifestazione Restiamo Liberi”. Lo dice in questa intervista in esclusiva per Informazione Cattolica il dottor Jacopo Coghe, Vice-Presidente di Pro Vita e Famiglia.

Allora Coghe come è andata?

“Valutando il caldo e l’informazione sul tema non proprio abbondante, direi che siamo soddisfatti. Se guardate le foto delle piazze c’è da rimanere contenti”.

Che cosa vuole dire?

“Che la gente non è convinta, anzi non appoggia, la legge sull’omotransfobia. E del resto mi risulta che a Padova, dove era stata indetta dai propositori una manifestazione uguale e contraria, vi era pochissima gente. E’ il segnale che la gente finalmente inizia a svegliarsi, a capire…”.

Capire che cosa?

“Che le emergenze, le urgenze sono ben altre, e non la legge anti omofobia. I problemi seri sono le famiglie che non arrivano a fine mese, la Cassa Integrazione ancora a mezz’aria, un settembre che si annuncia quanto meno problematico dal punto di vista sociale. Ma 5 Stelle, Pd, Leu ed Italia Viva, invece, pensano alla legge Zan-Scalfarotto”.

Che cosa non va in questa legge?

“Come ampiamente detto è liberticida, vieta di esprimere la propria opinione instaurando un regime intollerante da caccia alle streghe. E’ pericolosa”.

Che cosa invocate?

“Facciamo appello ai parlamentari, agli intellettualmente onesti, per valutare quello che vi è scritto senza ideologismi”.

E al Governo?

“Lo stesso. Esistono emergenze più serie. Questa che emergenza che è? Semmai è il frutto di una spinta dettata dalla solita lobby gay”.

Bruno Volpe

 


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